Tra le piccole comunità, siamo grandi
La comunità ebraica di Livorno mantiene oggi viva una lunga tradizione. Il suo presidente, Vittorio Mosseri, chiede alla nuova Ucei di rafforzare l’ebraismo italiano sul territorio
Presidente Mosseri, lei è stato appena confermato presidente della sua comunità. Ci descrive la realtà dell’ebraismo livornese?
Direi che Livorno è, tra le piccole comunità, la più grande. Intendo dire che riusciamo a fare miniam di lunedì, giovedì e a shabbat e moadim, abbiamo un mikwè, una macelleria kasher, con l’arrivo di rav Dayan abbiamo ripreso anche le lezioni di Talmud Torà per i più giovani. Certo, ci manca un ristorante, la scuola, l’asilo, ma direi, nel trend demografico dell’ebraismo italiano e del paese, che siamo grandi, sotto molti aspetti. Oggi a Livorno vivono circa 500 ebrei, con un’età anagrafica per la verità alta. Quanto al nostro carattere, gli ebrei livornesi sono aperti, ottimisti, esuberanti; a volte mi ricordano un po’ gli ebrei romani.
Qual è il rapporto con la città?

Storicamente ottimo, se si considera che la città non ha mai avuto un ghetto, dopo che le leggi “patenti” o “Livornine” volute da Leopoldo nel 1593 consentirono agli ebrei di vivere e lavorare senza limitazioni. Ciò determinò un flusso continuo, soprattutto di ebrei levantini, che riuscirono a far crescere la città dal punto di vista economico e culturale, fino a che gli ebrei in città raggiunsero, nel periodo d’oro tra fine Settecento e metà Ottocento, anche il 10% della popolazione. Pensi solo che qui erano al lavoro fino a 17 stamperie, e che Livorno divenne a lungo il punto di riferimento di tutto l’ebraismo sefardita, che qui studiava e pubblicava libri, e apriva yeshivot. Il rapporto ancora oggi continua a essere molto stretto, nonostante non ci siano grandi offerte di lavoro. Livorno soffre di una profonda crisi economica che costringe i nostri giovani, come gli altri, a cercare e trovare opportunità altrove: in Israele, Roma, Milano Bruxelles, Berlino, dovunque possano lavorare e vivere una vita ebraica.
Livorno è stata una delle prime a essere guidata dal M5S, ed è storicamente di sinistra. Qui si vive il pregiudizio antisemita?

In autunno si rinnoverà il consiglio dell’Ucei. Che priorità secondo lei bisognerà mettere in agenda?

Questa è la settima tappa del viaggio nelle comunità ebraiche italiane.
In precedenza siamo stati a Torino, Venezia, Casale Monferrato , Trieste , Napoli (qui e qui) e Firenze
Una risposta
Interessante
Fa piacere leggere che Livorno, sede nell’epoca d’oro della città della più colta e commercialmente significativa Comunità ebraica d’Italia, ancora è viva e intende restarlo ….!!!