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Fondo per i crimini nazisti: a che punto siamo con gli indennizzi?

Nel 2022 il governo Draghi ha istituito un fondo per l’indennizzo dei crimini nazisti commessi contro italiani nella II guerra mondiale. Dopo quasi due anni, tuttavia, i problemi non sono finiti. Anzi. Ne abbiamo parlato con il senatore Dario Parrini

Senatore Parrini, dopo l’entrata in vigore nel 2022 del “decreto legge Draghi” (n. 36 del 2022) che ha istituito un Fondo per l’indennizzo delle vittime per crimini nazisti, e la sentenza della Corte costituzionale che pochi mesi fa ha sostanzialmente confermato tale meccanismo, a che punto è la situazione nei tribunali italiani?

Stanno arrivando a sentenza le prime cause e i verdetti sono fortunatamente favorevoli ai familiari delle vittime. In Toscana, ad esempio, ci sono state 3 sentenze del tribunale di Firenze emesse dalla giudice Zanda: in tutti e tre i casi la Germania è stata condannata ed è stato disposto un indennizzo.

Dario Parrini (PD), vice presidente della Commissione affari costituzionali del Senato

Quali sono gli ostacoli principali che i familiari delle vittime stanno affrontando nella loro richiesta di avere giustizia?

L’atteggiamento ingiustificabile dell’Avvocatura dello Stato è un grosso problema. In tutti i giudizi di primo grado di cui ho conoscenza l’Avvocatura ha proposto tesi insostenibili per remare contro le richieste di risarcimento. Adesso c’è anche il rischio che di fronte alle prime sentenze che l’hanno vista soccombere faccia ricorso per andare in appello. Sarebbe sconcertante.

Perché?

Il Decreto legge n. 36/2022 specifica che solo le sentenze passate in giudicato sono eseguibili; quindi, i ricorsi in appello dell’Avvocatura dello Stato avrebbero come conseguenza quella di infliggere ai parenti delle vittime di crimini del Terzo Reich una ulteriore lunga attesa fatta di incertezze, dopo che già hanno atteso invano per tanti anni che qualcuno desse loro verità e giustizia, proprio le due cose che invece è doveroso garantire a chi ha patito privazioni così enormi.

Padule di Fucecchio è uno dei luoghi teatro degli eccidi nazisti in Italia

Lei è in contatto con i comuni toscani che circa 60 anni fa conobbero nei loro territori le maggiori stragi naziste in Italia. A suo giudizio quanti sono i familiari potenzialmente interessati dai risarcimenti?

È difficile fare stime. Quel che è sicuro è che le vittime di eccidi nazisti in Toscana furono più di 4 mila. Poi ci sono i civili deportati nei campi di sterminio perché ebrei o antifascisti. Poi ci sono gli Imi, cioè i soldati italiani fatti prigionieri dai tedeschi dopo l’8 settembre e trasferiti nei campi di lavoro. Per avviare le cause abbiamo ottenuto un ulteriore differimento del termine, al 31 dicembre prossimo. Dopo quella data sarà possibile avere un quadro più preciso, anche sul piano numerico.

Lei è il primo firmatario di un disegno di legge al Senato (n. 733) che interpreta l’articolo 43 del decreto legge Draghi, al fine di favorire l’accelerazione delle cause per ottenere l’indennizzo. Ci può spiegare il contenuto del disegno di legge?

Quello che ho presentato come primo firmatario è un disegno di legge che fornisce un’interpretazione autentica del Decreto 36, chiarendo che lo Stato italiano non è parte del processo e che l’Avvocatura non ha obbligo automatico di costituirsi nei giudizi.

Perché?

Angela Merkel e Mario Draghi. il fondo ristori è stato istituito dal suo governo per evitare che la Germania chiedesse una condanna dell’Italia in sede internazionale

Perché non è lo Stato italiano che ha commesso i crimini per cui il Decreto prevede ora l’indennizzo. È la Germania. In altre parole, agli organi dello Stato italiano l’avvio dell’azione civile, cioè del processo, è soltanto notificata, ma non sarà poi lo Stato italiano a essere condannato. Come ha chiarito una delle sentenze fin qui pronunciate, lo Stato italiano è da considerarsi mero ente pagatore. Per questo è gravemente inappropriato il comportamento che in sede processuale sta tenendo l’Avvocatura, la quale deve rappresentare lo Stato italiano e non la Germania.

Gli ostacoli incontrati finora da coloro che si stanno rivolgendo ai tribunali, soprattutto, come ha spiegato, ad opera dell’Avvocatura dello Stato, sono a suo avviso da ricondurre a ragioni di tipo economico, cioè il tentativo di pagare il meno possibile da parte dello Stato italiano, o ci sono ragioni anche di tipo politico?

la stele che ricorda una delle peggiori stragi naziste in Italia: S. Anna di Stazzema

Non so dire con precisione. È difficile saperlo. Ma di sicuro qualunque sia la motivazione – tentativo di risparmiare danaro sulla pelle di chi ha subito tragedie, miopia, indifferenza o malafede – quel che sta avvenendo è un fatto gravissimo. Assistiamo a un ostruzionismo di Stato contro persone alle quali lo Stato ha garantito una risposta istituendo un apposito fondo quasi due anni fa.

Cosa si possono aspettare tutti coloro che hanno fatto richiesta di ottenere accesso al fondo nei prossimi mesi? 

Questi cittadini devono avere fiducia nella magistratura. Non sono soli. In tanti, insieme a loro, sono disposti a battersi perché i loro diritti non vengano calpestati con pretesti e boicottaggi di varia natura.

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