Profanazione della tomba di Yosef

La violenza non si ferma

Dopo quattro sanguinosi attacchi terroristici contro civili israeliani in pochi giorni, la furia antiebraica palestinese si è accanita contro un luogo sacro, la tomba del patriarca Yosef.

La tomba di Yosef profanata In risposta a una operazione condotta dalla polizia israeliana, insieme allo Shin Bet e alla polizia di frontiera, un centinaio di palestinesi sono entrati la notte di sabato scorso a Schechem nel sito della tomba di Yosef e hanno distrutto la lapide oltre ad appiccare il fuoco al sito. Un’atto che ha violato un luogo sacro agli ebrei: la tomba di Yosef è meta di pellegrinaggi pur trovandosi nella zona A della West Bank, sotto il controllo dell’Autorità Palestinese. Per evidenti ragioni di sicurezza, i pellegrinaggi sono ammessi solo una volta l’anno, solo a persone con autorizzazione e sotto stretta protezione dell’IDF.

L’atto di vandalismo di un luogo sacro, colpisce ancora di più perché arriva in prossimità di Pesach e della Pasqua cattolica e durante il Ramadan.

Il luogo è infatti sacro alle tre religioni monoteiste, anche se i musulmani sostengono che vi sia sepolto uno sceicco. Anche in passato il sito era stato oggetto di un incendio, nel novembre del 2015 e i danni erano stati riparati.

Il ministro Benny Ganz
Benny Ganz, ministro della difesa di Israele

Il ministro della difesa di Israele, Benny Ganz ha inviato una dura lettera di protesta all’Autorità Palestinese e ha dichiarato: “L’atto vandalico alla tomba di Yosef è un evento grave e una violazione seria della libertà religiosa in uno dei luoghi più sacri per ogni ebreo. Questo atto viola il sentimento dell’intera Nazione ebraica, soprattutto perché avviene durante il mese sacro ai Musulmani”. Gantz ha anche rassicurato che il sito verrà presto restaurato e tornerà alle sue condizioni originali e che verranno prese tutte le misure necessarie perchè atti di questo genere non si ripetano.

Aviva Klompas, già portavoce capo della missione israeliana all’Onu, ha così commentato in un tweet l’evento, ripreso nel video: “Se Israele avesse fatto questo a un luogo sacro, sarebbe cominciata un’intifada“.

 

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