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I dilemmi (e i timori) degli ebrei di Francia

Saul Meghnagi ci aiuta a leggere gli orientamenti dell’elettorato ebraico in Francia, a poche ore da un ballottaggio che sembra aver scongiurato un governo di estrema destra, senza però dissipare le ombre dell’antisemitismo

Emmanuel Macron durante la campagna elettorale. Grazie agli accordi di desistenza, il suo partito è giunto secondo nel numero degli eletti

“Gli ebrei francesi hanno paura”: questo è quanto scrivono con una insistente sottolineatura i giornali italiani. In genere, segue un elenco di episodi di antisemitismo, a volte dei dati, spesso una domanda: è maggiore il timore per l’antisemitismo di sinistra o per quello di destra? La domanda è quasi sempre retorica e viene privilegiata la risposta secondo la quale fa più paura l’antisemitismo di sinistra e, per questa ragione, la maggioranza degli ebrei è orientata a destra.

i risultati del ballottaggio per il rinnovo del parlamento francese hanno segnato la sconfitta di Marine Le Pen e del suo delfino Bardella, grazie agli accordi di desistenza tra il Fronte nazionale (la sinistra) e il centro di Macron
Questo tipo di analisi è riduttiva e banale.
La preoccupazione degli ebrei francesi è ampiamente documentata dal numero elevatissimo di partenze per Israele nel corso degli ultimi anni. Non è un fatto nuovo e va analizzato alla luce di due dati:
– il 20% circa degli elettori francesi ha un’origine straniera, ossia un numero significativo di loro viene dal mondo arabo o islamico;
– il 50% circa dei 600.000 ebrei francesi e costituito da persone provenienti da paesi arabi o islamici, fanno parte dei circa novecentomila profughi ebrei fuggiti dal nord Africa o del Medio oriente. Vengono da paesi in cui l’ebraismo è ormai assente o insignificante. Sono nella quasi totalità cittadini francesi.

I componenti dei due gruppi sono, quindi, elettori francesi e come tutti gli altri cittadini partecipano della frammentazione dei partiti politici che caratterizza il panorama elettorale francese: sono condizionati in modo significativo dalla loro origine, ma si dividono, sia pure in misure diverse, come tutti gli altri cittadini.

Jean Luc Melenchon, dentro il fronte popolare (La France insoumise), è stato accusato di usare toni antisemiti
I partiti politici francesi – soprattutto dopo il 7 ottobre – hanno usato la diffidenza esistente da tempo tra i due gruppi per acquistarne l’adesione e il voto: con analoga spregiudicatezza la destra della Le Pen ha conclamato la propria volontà di rigetto di ogni passato candidandosi a futura garante della tutela degli ebrei e dichiarato il sostegno di Israele; la sinistra comunista di Melanchon ha cavalcato l’ostilità antiebraica – accentuata da un giudizio filopalestinese – in relazione al conflitto mediorientale – facendo della guerra a Gaza  un oggetto prioritario di tutta la sua campagna elettorale.
Gli ebrei hanno paura perché sono coscienti di essere tra l’incudine e il martello: il ballottaggio ha proposto loro la scelta tra un’amicizia sospetta come quella proposta dalla Le Pen; una coalizione opposta in cui è presente anche la sinistra antisemita; e, in alcuni casi, la scelta intermedia  di un /a candidato/a di centro. La situazione è destinata a persistere al di là dell’esito elettorale.

I risultati della contesa danno la sinistra in testa e in grado di sostenere il centro, arginando l’ascesa della destra.

numerosi gli episodi di violenza contro ebrei e luoghi ebraici in Francia negli ultimi anni
Su questa area di centro, così come sulla parte moderata della coalizione di sinistra, sembrava volgere lo sguardo quella parte dell’ebraismo che vedeva e vede nella tutela della convivenza civile e democratica il futuro degli ebrei in Francia parallela alla difesa del diritto ineludibile dell’esistenza di Israele.
Difficile oggi dire come saranno letti dagli ebrei nel loro insieme i risultati del ballottaggio: la destra della Le Pen non ha vinto, ma è più forte; la coalizione di sinistra dovrà allearsi con il centro. Si vedrà quale peso avrà la parte estrema, con venature antisemite,  nel nuovo governo. Analogamente, si vedrà quale spazio avrà la questione della sicurezza e dell’immigrazione, sulle quali ha battuto la destra stessa, nelle politiche del futuro governo. Dalle scelte che verranno fatte – anche in relazione al Medio oriente – dipenderà il comportamento futuro degli ebrei francesi.

2 Responses

  1. Melanchion non ha vinto proprio nulla (poco più di 60 seggi), ha vinto la coalizione del fronte popolare (costituita da 5 partiti ) e il centro macroniano. Il RN rimane il primo partito con 143 deputati. Questi sono i numeri. Ora vengono i fatti dopo le chiacchiere e i proclami. La cosa rilevante è che l’Islam gradualmente si sta inserendo nelle istituzioni occidentali, la conquista è cominciata, buona fortuna a tutti

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