Sufganiot

Arriva Hanukka, e con la festa che ricorda il miracolo dell’olio, arrivano sulla nostra tavola prelibati dolci fritti appunto nell’olio, per alcuni sfenjs, per altri sufganiot.

Ecco la loro storia e qualche curiosità.

 

Sfenjs ciambelle fritte di Hanukka Esther Marin Madrid, spagnola di nascita, co-fondatrice del gruppo Facebook Ricette antiche ebraiche ogni anno per Hanukka prepara i dolci della sua tradizione, chiamati sfenjs, sfinz, bunuyelos (il nome usato dagli ebrei marrani).

A giudicare dalla foto sembrano molto appetitosi e non troppo diversi dalle sufganyot, (bomboloni ripieni di marmellata o crema) più comunemente servite in questo periodo festivo, a parte la forma a ciambella degli sfenjs che serviva a tenerli insieme, infilati in un ramo di palma.

La somiglianza non si limita all’aspetto e agli ingredienti. Dietro gli sfenjs e le sufganiot c’è una storia comune, davvero interessante, strettamente connessa con le migrazioni ebraiche nel bacino del mediterraneo, dalla Spagna verso Israele, passando dai paesi arabi.

Diciamo subito che gli sfenjs nascono nell’Andalusia araba ed erano conosciuti nel Magreb già alla fine del 1300. Divennero presto un dessert molto popolare, tanto è vero che i sufnaj (o pasticceri di sfenjs) erano figure importanti nella società magrebina. Nelle pasticcerie sedevano a friggere su una zona elevata, quasi un trono, sotto il quale si accalcavano i clienti per reclamare la loro ciambella. In Libia gli stessi dolci fritti, spolverati di zucchero, si chiamano sfinz, in Italia bomboloni (dal tunisino bambalouni) o graffe (dal tedesco krapfen).

Gli ebrei magrebini emigrati in Israele, portarono gli sfenjs nell’allora Palestina mandataria già negli anni Venti e lì presero il nome di sufganiot.

Qualora ci fossero dubbi sulla stretta parentela stra Sfenjs e sufganiot, basta vedere l’etimologia “safgan”“isfanj” da cui Sfenjs, cioè impasto spugnoso. Una popolare leggenda racconta che Adamo ed Eva, cacciati dal Gan Eden, ricevettero in dono da Hashem proprio le sufganiot. Ma, appunto, di leggenda si tratta.

In Israele all’epoca, il piatto tipico di Hanukkà erano le askenazite latke (frittelle di patate), ma il sindacato nazionale israeliano, l’Histadrut, si adoperò per sostituirle con le sufganiot in modo da dare lavoro ai numerosi addetti del settore.

Da allora, il successo è stato inarrestabile. Non c’è panificio o pasticceria in Israele che già da ben prima dell’inizio di Hanukka non proponga la propria versione di sufganiot, anche mini, per chi sta a dieta (50 grammi invece dei canonici 100). E la città israeliana di Afula non molto tempo fa, stava per entrare nel Guiness dei primati con una piramide di ben 6200 sufganiot.

Gli Stati Uniti sono il paese che più tardi di tutti gli altri ha introdotto le sufganiot come dolce ufficiale di Hanukka. E quando gli ebrei americani si muovono, lo fanno alla grande e a modo loro.

Pastrami sufganiot Il Jerusalem Post, nel 2018, racconta delle nuove versioni di sufganiot salate che stanno spopolando. Un paio per tutte: sufganiot ripiene di fegato e quelle ripiene di pastrami. Come dire, i gusti sono gusti! Per i più tradizionalisti, pubblichiamo volentieri qui sotto la ricetta degli sfenjs di Esther Marin Madrid.

 

 

 

 

 

La ricetta degli sfenjs di Esther Marin Madrid

1 chilo di farina
Un cucchiaio abbondante di lievito secco per il pane
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di zucchero ed un altro d’olio
Impastare,deve rimanere un impasto appiccicoso,non duro, più duro della pastella e molto più liquido di quello del pane.
Quando l’impasto è lievitato bagnarse le dita con dell’olio odell’acqua,fare delle palline,allungare il centro facendo un buco e friggere
Servire col miele o lo zucchero.

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