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Nuovi immigrati in Israele

Come ogni anno, è tempo di bilanci; in questo caso, vediamo come in Israele è andato l’andamento dell’emigrazione ebraica da parte della diaspora

qui e sotto: l’arrivo di nuovi olim in Israele

L’aliya (l’emigrazione in Israele degli ebrei della diaspora, n.d.r.) in Israele è aumentata in modo esponenziale rispetto al 2021. Lo scorso anno ha infatti raggiunto una cifra record, che non si vedeva da 23 anni, con 70.000 nuovi immigrati provenienti da 95 paesi.

Di questi, la maggior parte arriva dalla Russia e dall’Ucraina, ed è ovvio il motivo: la guerra, in corso dallo scorso 24 febbraio. Seguono olim dagli Stati Uniti, dalla Francia, dalla Bielorussia, dall’Etiopia – in questo caso grazie all’operazione Tzur Israel – , dall’Argentina, dalla Gran Bretagna, dal Sud Africa e dal Brasile.

Che identikit hanno i nuovi immigrati?

Si tratta soprattutto di giovani tra i 18 e i 35 anni, dunque per lo più forze nuove, che probabilmente potranno contribuire a rafforzare la capacità innovativa del paese (conosciuto in economia per le sue start up)  dando un apporto significativo allo sviluppo della società e dell’economica israeliana.

Ricordiamo infatti che Israele è un paese dove, nonostante il tasso di crescita sostenuto, mancano risorse, soprattutto in alcuni campi, come la sanità, l’alta ingegneria, l’educazione.

E’ pèer aquesto che il presidente dell’Agenzia Ebraica, Doron Almog, ha dichiarato che l’aliya è di importanza strategica per lo Stato di Israele, sia a livello pratico che morale, come legame tra Israele e tutto il mondo ebraico.

“Le migliaia di olim che sono venuti in Israele quest’anno aiuteranno a costruire la resilienza della società israeliana e saranno fonte di una maggiore crescita del motore dell’economia israeliana”, ha aggiunto.

Tuttavia, il successo ei numeri ottenuti lo scorso anno non permette di sentirsi ancora soddisfatti; c’è infatti sempre molto da fare.

Doron Almog, presidente dell’Agenzia ebraica

Sulla base della recente straordinaria esperienza costituita dall’ondata di profughi ebrei ucraini, l’Agenzia ebraica sta così mettendo a punto un nuovo modello di accoglienza, con nuove tipologie di centri, dove i giovani immigrati potranno vivere negli appartamenti di uno stesso edifico e ricevere i servizi di supporto dalla comunità locale.

Infine, ancora un pò di numeri.

A fine settembre 2022 la popolazione totale israeliana è stata stimata ora raggiungere il numero di 9.593.000 persone, di cui il 74% ebrei, il 21% arabi e il 5% residuale composto da cristiani o membri di altre religioni.

Le stime demografiche prevedono che gli abitanti dello Stato di Israele saranno 10 milioni per la fine del 2024, 15 milioni nel 2049 per arrivare a 20 milioni per la fine del 2065.

Ancora più che in altre occasione, è il caso di dire: Am Israel Hay!

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