AAA. Cercasi Mussolini. Carriera politica assicurata

Caio Giulio Cesare Mussolini, chi mai sarà costui?

Ci aiuta il suo cognome, è il pronipote del Duce e il suo nome ci riporta ai fasti dell’antica Roma, Giulio Cesare, che tanto amava nonno Benito. Fin qui nulla da eccepire, gli amici ce li scegliamo i parenti no, ma il nostro pronipote segue il richiamo della foresta, il lascito di nonno ha il suo peso.

una delle iniziative di Caio Mussolini: ripassare la dottrina del fascismo

Il Caio Mussolini si presentò alle ultime elezioni per il Parlamento Europeo con i Fratelli d’Italia, con chi altrimenti? Ottimi i suoi rapporti con la Giorgia Meloni, nessun dubbio, che sembra impegnata con grande energia, che gli si riconosce, a cercare un Mussolini ambosessi  da inserire nelle liste elettorali. A Roma gli riuscì a fare eleggere Rachele Mussolini alle scorse elezioni comunali 2021, anche lei una pronipote e porta il nome della consorte di nonno Benito, che fu la più votata per i FdI, quando il nome da quelle parti è una garanzia. Non smentì le sue origini, il suo DNA parafascista, sulla sua pagina fb pubblicò una foto con un cartello ed un’espressione funerea. ” Il 25 aprile festeggio solo San Marco”. Chiaro no? Buon sangue non mente.

Da quell’importante e limpido intervento politico non si hanno altre notizie provenienti dal Campidoglio della Rachele pronipote. La Meloni l’ha piazzata lì su uno dei colli amati da nonno Benito, poi si vedrà

sostenitori di Fratelli d’Italia, lo scorso 9 maggio

Ma torniamo a Giulio Cesare, che prese ben 22mila voti da persone attratte del suo passato famigliare, ma non riuscì per nostra fortuna ad essere eletto. La Giorgia Meloni avrebbe fatto fare una figura epocale all’Italia portando un Mussolini al Parlamento Europeo! Ma la voglia, la volontà, di non recidere con il passato partendo dal fascismo per arrivare al MSI è potente, lo abbiamo visto durante le ultime elezioni comunali, le liste del suo partito erano affollate di nazifascisti provenienti dalle formazioni più radicali. Riflessi si è occupato ampiamente di questa grave deriva, da parte di un partito in ascesa che ambisce a governare il paese, ma che non riesce, non vuole liberarsi di quella “feccia” come gli suggerì il quotidiano La Stampa.

un’altra Mussolini: Rachele, eletta al consiglio del Comune di Roma con Fratelli d’Italia

Anche il Caio Giulio Cesare lo ha dimostrato, impossibile recidere le radici. Un articolo di Libero dello scorso 11 maggio riportava le sue rimostranze verso un politologo che invitava la Meloni a liberarsi di un passato ingombrante, come la fiamma simbolo del partito che sgorga dalla tomba di Mussolini, e smettere di reclutare pronipoti del dittatore solo perché portano quel nome.  Il Caio Giulio Cesare Mussolini rispose che “quel simbolo, la fiamma, non si deve toccare è il nostro passato e il nostro futuro. Non possiamo poi essere discriminati per il nome che portiamo. E tanto per essere chiaro suggeriva di modificare la Costituzione, che ormai è datata. Dimostra più anni di quelli che ha, non è adatta ai nostri tempi.”

E qui il colpo di genio, propone “un uomo forte al comando” per un paio di lustri, per mettere le cose a posto, una decina d’anni bontà sua. Il richiamo della foresta parentale… quando si dice il DNA.

Si può fare ironia, ma i legami di questo partito con un tragico passato sono inquietanti. Per quanto riguarda l’ebraismo italiano con loro ci divide un abisso di sangue, al netto di ogni retorica. È possibile che ci dovremmo confrontare con loro in un prossimo futuro se alle prossime elezioni politiche si dovessero confermare le proiezioni che li danno come primo partito italiano. Ma sul piano di dovuto confronto istituzionale, non bisognerebbe dargli la possibilità di cercare un appoggio ebraico, per loro così importante, per continuare a coltivarsi con tranquillità il loro passato che è anche il loro futuro. E’ accaduto recentemente con le Comunità Ebraiche di Roma e Milano ed ha prodotto gravi lacerazioni interne. Non dovrebbe più accadere, specie alla vigilia di elezioni, quello che successe a Roma.

Giorgia Meloni, leader di FdI

Quando invitarono la Meloni e alti dirigenti del suo partito in occasione del ricordo della razzia del 16 ottobre 1943. Oppure quello che successe a Milano quando durante un congresso dei Fratelli d’Italia fu letto un caloroso messaggio inviato loro dal presidente della Comunità ebraica milanese.

La base dei Fratelli d’Italia e molti della loro classe dirigente nei comuni e nelle regioni è palesemente neofascista…e la Giorgia Meloni si guarda bene dall’intervenire. Lascia fare: è  il suo popolo e sono i suoi elettori.

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