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La casa di tutti

Presentate le liste per il rinnovo della Cer. Si vota il 18 giugno. Ecco perchè sosteniamo la lista Ha Bait

Il prossimo 18 giugno gli ebrei romani saranno chiamati a votare per il nuovo consiglio della comunità e, con esso, per un nuovo presidente.

Saranno come sempre delle elezioni importanti: queste, in un certo senso, ancora di più.

Segnaliamo tra tutte due novità. La prima è che nessuno dei tre candidati a presidente (Antonella Di Castro, Victor Fadlun e Daniele “Billy” Regard) sedeva nel passato consiglio; la seconda è che, per la prima volta dopo tanti anni, due delle anime storiche della comunità, raccolte attorno alle liste di Binah e Menorah, si presentano di nuovo sotto un tetto comune, dando vita, assieme a molti altri, a una nuova formazione: Ha Bait.

Riflessi appoggia Ha Bait e Billy come presidente, e vorremo spiegarvi il perché.

Proprio in questi giorni Riflessi festeggia due anni di pubblicazioni on line (mentre la nascita dei primi bollettini è del novembre 2020). Siamo nati come rivista di informazione e cultura non periodica, digitale e on line, della lista “Menorah”, perché sentivamo, e sentiamo ancora oggi, che c’era bisogno di una voce nuova nella Comunità ebraica di Roma.

Daniele Règard, “Billy”, 37 anni, candidato presidente per la nuova formazione “Ha Bait. La casa di tutti”

“Una voce fuori dal coro”, si dice in questi casi. Stavolta però forse l’espressione non è giusta, sia perché gli ebrei romani non fanno alcun coro, sia perché la gestione della comunità, più che corale, è stata in questi quattro anni l’esatto opposto: una voce a senso unico, quasi sempre senza confronto, senza ascolto, senza diritto di parola per chi la pensava diversamente. Da ultimo si è arrivati a dire (anzi, a urlare) che la comunità era la casa di alcuni, ma non di altri; che qualcuno potesse sentirsi incluso, e qualcun altro potesse al contrario essere escluso da quella che, invece, è e deve rimanere la casa di tutti.

Crediamo che questo approccio, purtroppo a volte radicato, non sia un problema limitato al consiglio; crediamo, al contrario, che in questi anni si siano progressivamente ristretti gli spazi di dialogo, e, perché no, anche di dissenso, che in una comunità aperta e solidale dovrebbero comunque essere sempre garantiti.

E così è nata Riflessi. Una rivista messa su da una manciata di persone (prima tre, ora quattro: Massimiliano Boni, Roberto Coen, Eliana Pavoncello, Micaela Vitale) con l’unico obiettivo di dare voce a chi non ne aveva più, di raccontare quello che non veniva mai raccontato altrove, di descrivere le cose da una prospettiva diversa rispetto a quella ufficiale.

Ad esempio, Riflessi da settimane si occupa di quel che sta avvenendo in Israele, perché l’amore che proviamo per Israele non solo non ci impedisce di osservare criticamente i suoi problemi, ma, in quanto ebrei della diaspora, crediamo ci “imponga” di dire la nostra.

la lista dei candidati di Ha Bait

Allo stesso modo, da mesi Riflessi prova a capire che destra sia quella che governa l’Italia (e con la quale i nuovi vertici della Cer avranno a che fare), convinti che se il 2023 è lontano un secolo dal 1923, allo stesso modo certi silenzi, e il tentativo di riscrivere la storia del nostro paese non ci troveranno mai d’accordo.

Al tempo stesso, ci sta a cuore il mondo ebraico italiano e romano in particolare; ci piace ascoltare lezioni dai nostri maestri, e vorremmo sempre più una comunità in cui i giovani si sentano a casa e abbiano luoghi di incontro, a prescindere da ogni idea e pregiudizio, semplicemente perché ragazzi e ragazze della nostra comunità.

Insomma, Riflessi in questi due anni ha sempre provato a raccontare ai suoi lettori (tanti, tantissimi rispetto a quelli che pensavamo di poter raggiungere) quello che ci interessava: l’ebraismo romano, certo, ma insieme a quello italiano; il nostro paese, l’Italia, e Israele.

È per questo che Riflessi si riconosce pienamente nel progetto di Ha Bait.

Vi abbiamo trovato dentro i valori che ci caratterizzano: unità, rispetto e accoglienza. E poi l’attenzione per i giovani, per la nostra scuola, per le fragilità che sono presenti nella nostra comunità, e la lotta contro ogni emarginazione e discriminazione. E ancora: il metodo, aperto al confronto e al dialogo con tutti; il miglioramento dei servizi comunitari; la difesa, sempre, anche quando si esercita la libertà di opinione, di Israele; un rapporto finalmente dialogante e non oppositivo con l’Ucei; il rispetto per il dialogo istituzionale che non può mai valere come affrettato “sdoganamento” di un passato che ricordiamo troppo bene per dimenticare.

Ha Bait è tutto questo. Uomini e donne (in perfetta parità: un altro motivo di orgoglio) impegnati nella comunità, giovani e più esperti, con intelligenze e sensibilità diverse ma accomunati per l’amore e la passione con cui si sono messi al servizio della comunità; chi per la prima volta, chi da sempre.

Riflessi racconterà questa campagna elettorale per il rinnovo della Cer. Lo faremo sostenendo Ha Bait e il suo candidato presidente, Billy Regard.

Il 18 giugno molti volti nuovi entreranno nel Consiglio, la casa ufficiale della comunità ebraica di Roma. Per questo, sarebbe bello che il Consiglio tornasse ad essere una casa aperta, illuminata, dove il dialogo e il confronto finalmente siano accettati e praticati.

La casa di tutti.

Leggi anche: Ha Bait è la casa di tutti

2 risposte

  1. Questa unione,non fa’ altro che rendere più veritiera e matura la condizione più importante del pensiero ebraico… Idee diverse,inclusione,stesso obbiettivo….buon lavoro a tutti noi… perché ogni ebreo può e deve contribuire nella crescita di questa Comunità.
    Buon lavoro soprattutto a Billy che coordinerà il tutto..Ho fiducia nelle persone che esprimono concetti importanti,con “parole semplici”.

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