Il mio secondo 7 ottobre

Angelica Calò rivela i suoi sentimenti a due anni dall’attacco di Hamas: rabbia e speranza per ricominciare a sperare

Inizia il video sul Museo di Beit Dubrovin, nella Valle della Hula. Non avevo voglia né le forze per andare. In questi giorni, in questa parte del mondo non si dorme bene, non si mangia volentieri, si festeggia solo per rallegrare i bambini, per cercare di farli crescere tranquilli, al di là dei missili che continuano ad arrivare dai Houti, da Gaza e dalle esplosioni dell’ Idf che cerca ancora di distruggere arsenali di armi e tunnel di Hezbollah, davanti a casa nostra in Galilea.

l’auditorium del Kibbutz Sasa, dove vive Angelica, colpito da Hezbolaah

Sullo schermo, le immagini dei primi haluzim, i pionieri che giunsero dall’Europa nel 1883 per realizzare un sogno di duemila anni ed unirsi agli ebrei che non avevano mai lasciato questa terra, dei loro volti devastati dal dolore per la perdita dei loro figli colpiti dalla malaria, dal freddo, dal caldo torrido, dalla fatica, mi giungono una dopo l’altra accarezzandomi il capo, la fronte, scivolano lungo le spalle che si rilassano e mentre la vista si annebbia e le lacrime scendono senza posa, ricevo la risposta al quesito che mi accompagna costantemente  da mesi…da due anni: ha ragione il mondo a scendere nelle piazze e gridare Free Palestine? A giustificare il massacro, la strage, l’ecatombe del 7 Ottobre 2023? A sbraitare in TV, nei comizi, sui giornali e ovunque che questa terra non è nostra? Che dobbiamo andarcene e lasciare tutto ai legittimi proprietari?  E chi sarebbero  questi legittimi proprietari? Quelli che violentano, che bruciano, decapitano e che non hanno mosso un dito per bonificare, coltivare, innovare e progettare questo paradiso di High Tech- Start up e ricerca scientifica in tutti i campi? Non l’hanno potuto fare forse perché’ non avevano fondi? No quelli non sono mai mancati loro, hanno ricevuto finanziamenti a volontà! O forse perché’ non sono abbastanza intelligenti? Ma figuriamoci, hanno costruito 700 km di tunnel sotterranei sotto a Gaza: un progetto più ambizioso della subway a New York!  O forse non hanno avuto la possibilità di crearsi un proprio Stato con delle leggi, un parlamento, un tribunale? Sbagliato anche questo: hanno ricevuto questa occasione d’oro nel 1947 e poi nel 1967 e ancora e ancora e hanno sempre rifiutato perché volevano tutto, tutta questa miniera di diamanti, di petrolio e risorse naturali (si fa per dire) grande meno della Sicilia.

I morti israeliani del 7 ottobre hanno superato le 1200 vittime, di cui circa 160 militari. Nel kibbutz di Kfar Aza sono stati ritrovati oltre 40 corpi, di cui molti bambini e neonati

Volevano soprattutto sbarazzarsi degli “infedeli” che avevano “occupato” questo pezzetto di terra  trasformandolo in giardino irriconoscibile: senza malaria, senza bande di predoni, gente dedicata all’arte, al progresso, all’educazione e alla cultura con una solida e millenaria coscienza sociale, un ricco bagaglio di umanità e soprattutto di fede. Ci hanno svegliato all’alba del giorno di festa, mentre dormivamo tranquilli sognando e fantasticando  sulle meraviglie degli esiti dei Patti di Abramo, sui prossimi eventi comuni di pace e di collaborazione, sulle liste dei bambini gazawi da portare nei nostri ospedali per la chemio, pensavano che lo sterminio programmato nei minimi termini, con le indicazioni di come tagliare i seni, gli organi genitali e  violentare in venti trenta uomini centinaia di ragazze e ragazzi che stavano ballando ci avrebbero distrutti (finalmente) per sempre?   Si, sono furibonda e si sente. Sono furiosa perché sono delusa, ci ho messo tanta di quella energia per crescere generazioni di amici ebrei e arabi che si adorano fino ad oggi e mi fa rabbia sentire giornalisti televisivi che “oscurano” il 7 ottobre dicendo che sono fake news, vedere fiumi di giovani incoscienti che non sanno esattamente dove sia Gaza e gridano “dal fiume al mare” o gente che risponde ai miei inviti al dialogo sui social “che tu sia maledetta, il 27 gennaio del 2026 festeggeremo la Shoah perché vi avranno ucciso fino all’ultimo ebreo!”   No, non ho paura e la rabbia  non scaturisce da queste parole. E’ che mi dispiace che esistano persone simili che vivono di veleno e rancore.   Io, nonostante tutto ancora ci credo. Quando il mondo capirà la minaccia del terrorismo, quando sorgeranno leaders dalle due parti pronti a dialogare con coscienza e responsabilità, ricominceremo da capo come abbiamo sempre fatto, con coraggio, col cuore spezzato pensando a tutte le vittime di questa terribile e non voluta guerra, ma ricominceremo e troveremo la strada per poter vivere ed andare avanti insieme! E sembra che questo sogno si stia finalmente avverando!

Leggi l’intero numero speciale:[pdf-embedder url=”https://riflessimenorah.com/wp-content/uploads/2025/10/Riflessi-numero-7-ottobre-2025-1.pdf” title=”Riflessi numero 7 ottobre 2025″]

Una risposta

  1. da cavaliere delll’ordine al merito della repubblica ad omologa, da donna coetanea a donna coetanea, e soprattutto da mamma a mamma ti abbraccio forte. se occorresse lascerò roma e vengo lì, mi metto a disposizione. ti stimo tanto, e vivo nella serena consapevolezza che il Signore non ci ha abbandonato per 5786 anni.

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