Droni e droga: le armi di Hezbollah
C’è un fronte della guerra scatenata da Hamas dal 7 ottobre, che non ha grande risonanza sui media internazionali, ma che invece dovrebbe essere tenuto sotto controllo per più di una ragione.
Si tratta del fronte nord, tra Libano e Israele, dove Hezbollah continua senza sosta i suoi attacchi contro lo stato ebraico.
Hezbollah, o Partito di Allah, è un gruppo terrorista armato, creato per volere dell’Iran e di altri gruppi sciiti libanesi, durante il conflitto tra Israele e Libano nel 1982, con lo scopo di avere una milizia unificata, in grado di colpire in modo più organizzato e più in profondità. L’ala politica siede nel parlamento libanese, mentre l‘ala militare è impegnata nella lotta contro l’esistenza di Israele con ogni mezzo, dai rapimenti, al terrorismo, al lancio di droni e missili.
Nelle scorse settimane Hezbollah ha aumentato gli attacchi, sia in risposta alle incursioni di Israele in prossimità di Rafah, nella strisca di Gaza, sia per tenere occupata l’IDF su un altro fronte e togliere forze all’azione al sud: ormai non passa giorno o notte senza che suonino gli allarmi nel nord di Israele. Riusciamo solo a immaginare vagamente come deve sentirsi la popolazione di quella zona (Angelica Edna Calò Livne ce ne ha fatto un quadro diverse volte); si parla molto degli effetti dei bombardamenti sui bambini palestinesi (il cui martirio è stato invocato più volte dai capi di Hamas); molto meno si parla dei giovanissimi israeliani, che hanno sì rifugi in cui mettersi al riparo, ma che certo saranno segnati dal trauma della violenza per tutta la vita.

Ne esistono di due tipi, anticarro e antiuomo e molti osservatori ritengono che siano proprio questi ultimi a essere stati usati, come dimostra il fatto che ci siano state vittime.
Da dove arrivano i finanziamenti a Hezbollah?

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