Israele

Editoriali

L’editoriale di novembre

L’editoriale Alcune volte capita che la storia, o perché voglia beffarsi di noi, o, al contrario, voglia quasi indicarci una direzione, lasci sovrapporre date e ricorrenze, apparentemente opposte o comunque estranee, che però sanno mostrare, ad un esame più attento, punti di contatto. Esattamente trent’anni fa, il 4 novembre 1995, il primo ministro d’Israele, Itzhak Rabin, un passato da generale

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Ebraismo italiano

Un Festival verde finalmente di gioia

Un Festival verde finalmente di gioia Letizia Fargion per il quinto anno organizza a Gerusalemme un Festival green, quest’anno in concomitanza con la liberazione degli ultimi ostaggi superstiti al 7 ottobre Letizia, per il quinto anno, da un idea di  Nomi Tzur, hai realizzato il festival “Verde Dentro e Fuori”, svolto a Gerusalemme (dall’8 al 10 ottobre). Quest’anno il festival

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antisemitismo

Noi accademici israeliani contro la guerra e contro il boicottaggio

Noi accademici israeliani contro la guerra e contro il boicottaggio Claudia Rosenzweig descrive la situazione che il mondo accademico israeliano vive, stretta tra l’opposizione al governo e il boicottaggio degli atenei europei Professoressa Rosenzweig, da circa 20 giorni Israele vive una tregua incerta e fragile dopo due anni di guerra a Gaza. Come vive secondo lei il paese questo momento?

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In primo piano

Israele e l’Europa nel “Grande gioco” del mondo

Israele e l’Europa nel “Grande gioco” del mondo Gianni Vernetti, in occasione del suo ultimo libro, descrive su riflessi le tensioni geopolitiche che attraversano l’epoca attuale, in cui Israele è solo uno dei punti di maggiore frizione Dottor Vernetti, nel suo ultimo libro, “Il nuovo grande gioco” (Solferino editore), lei descrive il suo lungo viaggio, dalla punta estrema del Giappone

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Ebraismo italiano

Trent’anni senza Rabin

Trent’anni senza Rabin Manuela Dviri racconta a Riflessi i suoi ricordi di quella notte, e come essa abbia cambiato Israele Manuela, trent’anni fa veniva assassinato a Tel Aviv Yitzhak Rabin, il primo ministro premio Nobel per la pace con Yasser Arafat, il firmatario degli accordi di Oslo, ucciso per mano di un estremista israeliano, Ygal Amir. Quali sono i tuoi

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Ebraismo italiano

La tregua: una pausa, o una fine

La tregua: una pausa, o una fine Daniela Fubini traccia per Riflessi impressioni e aspettative dopo la tregua firmata in Egitto Dall’inizio della guerra, oltre allo shock devastante, oltre al dolore personale e collettivo per le vite perdute il 7 ottobre e dopo, e oltre alla paura che ci ha attanagliati per mesi, fino a che i combattimenti non hanno

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Ebraismo italiano

Israele e Netanyahu alla prova del piano Trump

Israele e Netanyahu alla prova del piano Trump Davide Assael esamina le prospettive che l’accordo imposto da Trump a Netanyahu apre ora per Israele Davide, la tregua imposta dal piano Trump a Gaza mostra un’estrema fragilità. Possiamo dire, in questo momento, che sarà un sollievo solo momentaneo, oppure davvero si stano muovendo i primi difficili passi verso una nuova stagione

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In primo piano

Il vecchio ordine è infranto, il mondo cerca nuove regole

Il vecchio ordine è infranto, il mondo cerca nuove regole Gabriele Segre (pres. Segre Foundation) inserisce il 7 ottobre in una nuova pagina delle relazioni politiche internazionali, che riguardano non solo il Medio Oriente Gabriele, come dobbiamo interpretare un evento così radicale e unico come l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, a due anni di distanza? Il nostro mondo,

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In primo piano

Il Medio Oriente tra il piano Trump e la guerra

Il Medio Oriente tra il piano Trump e la guerra Janiki Cingoli esamina i possibili sviluppi del piano Trump per Gaza Come possiamo valutare il piano presentato il 29 settembre da Donald Trump alla Casa Bianca? È un piano che ovviamente mostra i suoi limiti, tuttavia credo sia la proposta più ampia e articolata presentata finora. È indicativo infatti il

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In primo piano

Noi e Gaza

Noi e Gaza A due anni dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2024, “Riflessi” dedica un numero speciale a quel giorno e a tutto quello che ne è seguito Sono ore di attesa, queste che stiamo vivendo. Dopo due anni dalla strage più grave nella storia dello Stato di Israele è possibile che le trattative che si aprono oggi a

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