Un ricordo di Renzo

Federico Ascarelli disegna per Riflessi la figura di Renzo Gattegna, in occasione del recente limmud in sua memoria

Renzo Gattegna nasce nel 1939, ma in un suo scritto autobiografico pubblicato postumo racconta che nel giugno del 1944 la madre lo accompagna al centro di Roma, a Piazza di Spagna, e lì assiste alle scene festanti della liberazione di Roma. Dopo anni trascorsi fuggendo da un rifugio all’altro vive quel giorno come se fosse stata quella la sua vera nascita, con la consapevolezza, solo da allora, di essere un uomo libero.

Compiuti i suoi studi e laureatosi in legge, suo padre lo presenta a un amico di famiglia, mio zio l’avv. Roberto Ascarelli, affinché potesse avviarlo nello svolgimento della pratica legale. Roberto Ascarelli, uomo di grande cultura, di alti ideali, gran Maestro della massoneria italiana, molto impegnato negli ambienti intellettuali e politici, di formazione mazziniana, lo accoglie, lo sostiene, lo sprona a studiare e a partecipare alla vita culturale ebraica. Renzo, ancora giovane, viene introdotto in quel mondo, frequenta il circolo Weizmann, che ebbe come promotore Gianfranco Tedeschi. Lì conosce Ferruccio Sonnino, Lucio Della Seta, Aldo Sonnino, Bruno Zevi, figure che sono diventate davvero centrali per la vita della comunità e che hanno sicuramente influenzato la sua crescita. Renzo si dedica alla vita culturale della comunità, ai circoli giovanili ebraici costituendo con altri il Circolo Giovanile Kadimah, che diventa una fucina per le nuove leve che guideranno le nostre istituzioni.

Entrato nel Consiglio della Comunità Ebraica di Roma, si occupa soprattutto di giovani. Non ha ambizioni di carriera, ma è mosso solo dalla volontà di vedere crescere questa comunità.  Nel 2006 diventa Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dà prova di grandi qualità: l’ascolto dell’interlocutore, una particolare empatia con cui riesce a creare un rapporto con gli altri diretto, immediato, mantenendo sempre una grande autorevolezza. Un uomo del dialogo, sviluppato all’esterno ma anche all’interno della nostra comunità, composta di una pluralità di voci, non sempre univoche, che si sforza sempre di sintetizzare in modo unitario.

In uno dei suoi ultimi scritti Renzo ci lascia un testamento morale, che si ricava dalle sue stesse parole:

“il futuro non è un destino predeterminato ma nasce dalle scelte, dalle azioni, dalle parole e dalla capacità degli esseri umani di vivere e di trasmettere i valori della libertà e del rispetto della vita, accettando e valorizzando le differenze e condannando con forza l’uso della violenza e della sopraffazione, dovunque e contro chiunque”.

Voglio infine rendervi partecipi di un mio ricordo molto personale di Renzo.

Renzo Gattegna con sua moglie Ilana

Avevo 16 anni e vivevo con mia madre in un appartamento nello stesso palazzo e al di sotto dello studio di mio zio Roberto Ascarelli, dove Renzo, come ho scritto, svolgeva la pratica di avvocato. Veniva spesso da me una bellissima giovane ragazza israeliana, laureata in biologia, per darmi lezioni di ebraico. Questa bellissima ragazza, anche oggi una bella signora, un giorno mi disse che ogni volta che entrava nel portone di quel palazzo lei si sentiva molto emozionata, perché il cuore le batteva forte forte … Io vi confesso che avevo sperato che quel cuore battesse per l’emozione di incontrare me, e non potete immaginare la mia disillusione quando quella bellissima dottoressa, che si chiamava Ilana, mi confessò che il suo cuore batteva così forte per un giovane avvocato che lavorava al piano di sopra, e che si chiamava Renzo, e che voleva le presentassi…

La presentazione, come sapete è andata molto bene e Ilana ha accompagnato Renzo per tutta la vita, dimostrando di essere una grandissima moglie.

Si dice che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, e in questo caso è proprio vero. Ilana ha saputo stargli vicino sempre, anche nei momenti più difficili, anche quando Renzo nell’ultimo periodo riusciva a trasmettere il suo pensiero e il suo affetto soltanto con quegli occhi così espressivi, così lucidi, così comunicativi che sembravano abbracciarti quando gli eri vicino.

Caro Renzo, che il tuo ricordo possa essere di benedizione per tutti noi.

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5 risposte

  1. Renzo è stata una persona ed un uomo di grandissimo spessore in tutto quello che faceva sia come professionista che come amico
    Tranquillo, umile , pacato e saggio
    Che riposi in pace
    Ever Giuili

  2. Ho conosciuto Renzo negli ultimi anni della sua vita. Di lui posso dire un grande professionista, una persona dall’intelligenza acuta e vivace, un uomo tranquillo, saggio, misurato, dotato di carisma . Uno sguardo intenso e con un grandissimo amore per la vita, per la sua meravigliosa moglie Ilana e per i suoi figli. Che il suo ricordo sia benedizione per tutti noi
    Flaminia AT

  3. Ho conosciuto Renzo negli ultimi anni della sua vita. Di lui posso dire un grande professionista, una persona dall’intelligenza acuta e vivace, un uomo tranquillo, saggio, misurato, dotato di carisma . Uno sguardo intenso e con un grandissimo amore per la vita, per la sua meravigliosa moglie Ilana e per i suoi figli. Che il suo ricordo sia benedizione per tutti noi
    Flaminia AT

  4. Mi associo alle espressioni di massima stima per Renzo Gattegna … e per la gentile Ilana….
    ?
    Caro Renzo un bacio al cielo
    Baruch Dayan ha Emet

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