“Riflessi” come le luci della Menorah; “Riflessi” perché la vita di ogni ebreo è il riflesso di ciò che accade agli altri ebrei in Italia e nel mondo; “Riflessi” come la luce di cui Israele risplende, che non viene da noi stessi, ma dalla gloria divina; “Riflessi” perché richiama la riflessione, necessaria sempre, ma soprattutto in questo momento; “Riflessi” perché è importante avere i riflessi pronti per affrontare le situazioni e le emergenze.

Poter contare su uno strumento di approfondimento è tanto più importante in questa fase di recrudescenza della pandemia, nel quale la distanza rende difficile anche mantenere i contatti ed acquisire le informazioni. Come è noto, con l’aggravarsi dell’emergenza Covid, il Consiglio dell’UCEI, su sollecitazioni provenienti dalle Comunità che dovevano affrontare una fase elettiva in presenza, ha approvato la proposta di rimandare le elezioni alla prima settimana del mese di Marzo 2021, salvo altre indicazioni relative alla situazione sanitaria.  I tempi delle elezioni quindi si dilatano, ma l’interesse per l’approfondimento resta.

Con “Riflessi” continueremo ad informare la Comunità di ogni novità e a spiegare le nostre proposte per un UCEI più inclusiva e più solidale e vicina a ogni ebreo italiano. Nei numeri che verranno presenteremo di volta in volta focus ed interviste con gli esperti sui grandi temi di attualità, salute, crisi economica, giovani, tendenze socio economiche delle Comunità ebraiche, rapporti con Israele, dialogo e diversità, problemi legali e/o fiscali, finanza, notizie dagli enti e dalle associazioni.

Vi saranno rubriche che racconteranno le esperienze di ebrei romani nei quartieri della città: piccole note dagli angoli ebraici di Roma (Piazza, Centro, Marconi, piazza Bologna, Monteverde, Ostia), nelle Comunità ebraiche in Italia e nel mondo: piccole corrispondenze dalle altre comunità italiane, dagli USA, dall’Europa e da Israele. E ancora, ricette per Shabbat, consigli di lettura e di visione, attualità e proposte. “Riflessi” si propone di informare, far conoscere l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, raccontare le storie, i luoghi e le persone delle altre Comunità in Italia, e, soprattutto, far conoscere la Comunità Ebraica di Roma, la sua storia e le sue persone alle altre Comunità italiane, per una migliore comprensione e un reale rispetto reciproco, e per sviluppare una rete di solidarietà e di collaborazione all’interno dell’ebraismo italiano.

“Riflessi” vuole far conoscere il programma e la proposta di Menorah per l’UCEI, rafforzare il compito dell’UCEI di tutelare i nostri valori e il nostro modello di presenza nella società, promuovere la storia dell’ebraismo e la realtà di Israele, educare le nuove generazioni, sostenere i giovani, assistere i vulnerabili, tutelare la memoria e il patrimonio di beni culturali ebraici in Italia. Nel rispetto delle diverse identità, Menorah vuole sviluppare il dialogo con le altre confessioni religiose per combattere contro i pregiudizi e tutte le forme di antisemitismo.

Avremo l’occasione di presentare tutti i candidati che compongono la squadra di Menorah per l’UCEI, composta da 20 persone, chi di più lunga esperienza nelle istituzioni ebraiche, chi nuovo; più giovani e meno giovani.

Competenze diverse, tutte importanti per affrontare la gestione dell’UCEI con preparazione e capacità umane, personali, di leadership e di visione, coniugando praticità, solidarietà, capacità gestionale, politica, di condivisione e di delega. Ecco i 20 candidati di Menorah che contribuiranno ai numeri di “Riflessi”: insieme a me, Ariel Arbib, Aldo Astrologo, Ilan David Barda, Marco Bassan, Massimiliano Ariel Boni, Marco Cassuto Morselli, Guido Gad Coen, Roberto Coen, Federica Di Segni, Giorgio Fano, Alessia Gabbianelli, Deborah Guetta, Cesare Roger Hannuna, Aviram Levi, Victor Magiar, Emanuele Pace, Eliana Pavoncello, Tamara Tagliacozzo, Joel Terracina. Avremo modo di conoscerli nelle rubriche della newsletter, che ospiterà anche interventi di altri. Concludo con il ricordo di Renzo Gattegna z’l, Presidente UCEI dal 2006 al 2016, persona carismatica, dedicata all’ebraismo e ad Israele, unico nella gestione equilibrata, nel dialogo e nell’impegno di rappresentare tutto l’ebraismo italiano nella sua complessità, venuto a mancare il 10 novembre. Pensando al suo esempio, vorrei citare una riflessione tratta dal capitolo relativo alla Parashà Haye Sarah del libro “Lessons in leadership” di Rabbi Jonathan Sacks, la cui scomparsa ha costituito un’altra recentissima perdita per l’ebraismo contemporaneo.

Abramo, nella sua visione del futuro, ha coltivato il suo progetto di popolo rimanendo propositivo anche in vecchiaia, cominciando dall’acquisto di un pezzo di terra per seppellire Sara e da una moglie per suo figlio Isacco. Terra e discendenza, un lungo viaggio intrapreso con piccoli passi, per consentire alle future generazioni di tramandare il patto. Scrive Rabbi Sacks che. E questo credo che sia il modo giusto di ricordare Renzo, come un leader dell’ebraismo italiano che ha iniziato un percorso con una visione, una traccia da seguire quando si pensa all’ebraismo italiano e al suo futuro.

Parlando della città, l’architetto Renzo Piano ha scritto che è il riflesso di tante storie. Con “Riflessi” racconteremo le nostre storie per ascoltare, capire e sostenere meglio le nostre Comunità. 

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