ORA BASTA VIOLENZA SUI SOCIAL

In questi giorni il clima sui nostri social si è surriscaldato enormemente.
Da più parti sono state lanciate accuse gratuite contro il movimento giovanile dell’Hashomer Hatzair e contro chi ha espresso opinioni difformi e non in linea con quelle maggioritarie, mediante un documento diffuso all’inizio del conflitto e ripreso anche da organi di stampa.
Quanto a quest’ultimo, Menorah ribadisce di non condividere né il suo contenuto, né i tempi di uscita, né le modalità di diffusione.
Quanto invece all’Hashomer, che ricordiamo è un movimento sionistico, Menorah gli riconosce il merito di aver contribuito a far fare l’Alya a centinaia di ragazzi, molti dei quali hanno indossato la divisa dell’esercito israeliano, ed alcuni hanno anche, purtroppo, perso la vita per difendere lo Stato di Israele. Nessuno può sentirsi in diritto di mettere in dubbio l’onestà intellettuale del movimento e l’importante ruolo sociale che ha nella crescita dei giovani della nostra Comunità.
Condividiamo quindi l’appello lanciato dai rabbini capo delle comunità di Roma, Milano e Torino, che alleghiamo di seguito, per criticare il livello di violenza verbale nella comunicazione sui social, ormai divenuto insopportabile; ci aspettiamo che non rimanga una mera enunciazione di principi ma che ad esso, prima che sia troppo tardi, faccia seguito un intervento concreto e diretto.

Menorah

 

Documento di rav Arbib, rav Di Segni e rav Di Porto, diffuso il 16 maggio 2021

In queste ore ci accingiamo a festeggiare Shavuot purtroppo turbati dalla tensione e preoccupazione per quanto sta avvenendo in Erez Israel, i cui abitanti sono sotto le minacce dei lanci missilistici e degli scontri che avvengono nelle città. Shavuot è anche il momento in cui noi ricordiamo uno dei rari episodi storici di concordia del popolo ebraico accampato alle pendici del monte Sinai per ricevere la Torà. Sappiamo che la concordia di Israele è difficile, che l’aspra divisione c’è sempre stata e che in ogni caso il dibattito è necessario e va reso costruttivo.

Tra i motivi di turbamento in queste ore nell’ebraismo italiano c’è un’accesa polemica su un manifesto sottoscritto da 39 giovani ebrei italiani che esprime forte opposizione alle politiche dello Stato d’Israele e si dissocia dalle scelte pro-israeliane delle dirigenze comunitarie. Nel pieno rispetto del diritto a dissentire, non siamo d’accordo con i contenuti di questo manifesto e riteniamo che la sua diffusione in ambiti esterni in un momento così delicato sia stata assolutamente inappropriata. D’altra parte riteniamo che siano inaccettabili le reazioni sotto forma di insulti e minacce. Se come pensiamo c’è stato uno sbaglio nei contenuti e nelle forme di comunicazione ciò va spiegato con argomenti. Se c’è una divisione, è bene discutere con l’obiettivo di colmarla e di ristabilire il rispetto reciproco.

Invitiamo tutti a usare la pausa festiva per una riflessione costruttiva.

Rav Alfonso Arbib

Rav Riccardo Di Segni

Rav Ariel Di Porto

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