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Maneskin: alla ricerca della felicità

Quest’estate la musica dei Maneskin è stata la seconda più scaricata su Spotify. Cosa c’è dietro il loro successo: scandalo o intelligenza?

Se un ragazzo non ancora ventenne indossa stivali di pelle con tacco dodici, ci balla sopra e con disinvoltura sale e scende da un palo per la lap dance senza perdere un etto della sua virilità vuol dire che c’è qualcosa di innato in lui (vedi Kiss This nei Live di Xfactor).

i Maneskin sul palco di X-Factor

Se questo ragazzo, ormai cresciuto e famoso in tutto il mondo quasi come fosse John Lennon redivivo, si tagli i capelli, strizza capezzoli, si smalta le unghie di nero e baciando il suo collega-amico si passa in un gioco perverso il chewinggum senza apparire trash o insostenibilmente volgare, vuole dire che lui la fluidità dei nostri ragazzi non solo la domina e la conosce, ma la governa perché ne fa parte (vedi I wanna be your slave, l’ultimo video).

Non è un video sulla tolleranza, sarebbe banale e mediocre, perché i Maneskin ci vogliono dire che non danno una patente di esistere ai diversi, ma la piena cittadinanza. E’ la differenza che esiste tra dire ”ho tanti amici gay” ma poi rifuggo da certi eccessi e il non sentire la differenza, non perché voglio mostrami superiore ma semplicemente perché non c’è.

Non sono tolleranti e Damiano sembra dimostrarlo come il protagonista del Bacio della donna Ragno. E sono bravi, tanto, non solo nella lingua delle multinazionali, visto che hanno vinto in Olanda cantando in italiano il successo di Sanremo, ma anche in ballade come “Torna a casa” (Marlena).

Vuol dire che non il gruppo romano non copre le banalità con la lingua dell’universalità ma emoziona anche noi, provincia dell’Impero, con il nostro dolce stil novo. Insomma Damiano David è cresciuto fino a dove solo Manuel Agnelli aveva forse ipotizzato di vederlo arrivare e tanto sono maturato gli altri componenti della band, ad iniziare dall’eminenza grigia di Victoria De Angelis, la bassista dolce come solo ua ragazza bionda ed esile puo’ essere e forte come solo una ragazza che suona con quella sicurezza può testimoniare alla faccia dei nostri luoghi comuni.

Perché loro, e non altri prima di loro che pure magari dicevano le stesse cose? Perché il talento va di pari passo con la fortuna e spesso si mette sotto braccio al tempo. Bisogna arrivare puntuali con la storia né un minuto prima nè un minuto dopo. Allora sì che il quarto d’ora di felicità di Andy Warhol o il giorno interno di David Bowie dura molto di più e si proietta oltre i confini.

I Maneskin con Alessandro Cattelan

E non è perché hanno vinto l’Eurovision, trasmissione che prima di Mahmood e di Raphael Gualazzi credo ormai seguissero solo le signore per bere una birretta ogni tanto al posto del rosolio. Avevano già vinto Gigliola Cinquetti e Toto Cutugno, è vero, ma era una restaurazione senza consenso giovanile, un omaggio all’italietta melodica. La Cinquetti vinceva nel 1964 quando i Beatles erano in piena tranche creativa e Bob Dylan componeva Blowin’ in the wind. Nel 1992 mentre il grunge aveva smesso di vagire e aveva preso possesso della scena noi potevamo finalmente curare la nostra anima ferita dalla indifferenza e dalla nostalgia rispetto ad un mondo adulto che come il Diavolo vestiva solo Prada, grazie alla voce di Eddie Vedder e dei Pearl Jam, con Kurt Cobain e i Nirvana a rivaleggiare verso il Paradiso del rock.

L’italiano vero del Toto sanremese era l’omaggio a qualcosa che scompariva, l’Italietta del boom e della 500, che appasionava più gli stranieri che noi, come accade spesso. Invece I Maneskin, ovvero questo ‘chiaro di luna’ in danese che scalda come un tramonto a Fregene, località che sono sicuro i nostri romani avranno frequentato qualche volta non solo rappresentano l’Italia che è, finalmente libera, non più omofoba, nonostante Salvini e Meloni, ma rappresentano per una volta il nostro futuro non il passato ce fu o il presente che dobbiamo proporre come una cartolina. Loro sono così bravi da non farti rimpiangere i tuoi miti e gioisci per loro come per i figli che scendono la prima volta le scale dell’undergound.

I Maneskin in concerto all’Auditorium Parco della Musica

Quell’inferno inevitabile sperando che al terzo gradino sentano già la voglia di tirare indietro. Damiano ti fa entrare nel mondo del Rocky Horror Picture Show con la giarrettiera di Tim Curry e mantiene le promesse, ti divertirai. Ringrazierai il raro talento, il dono concesso a pochi di far apparire normale quello che è normale ma da benpensanti consideriamo non lo sia. Lo stesso sberleffo, la stessa professioanlità e dedizione di Almodovar e così il video di I wanna be your slave non appare meno normale del gazpacho di donne sull’orlo di una crisi di nervi o della masochista di Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del gruppo. Damiano, Victoria and Co, per la maturità di Tutto su mia Madre, Pala con lei e Volver c’è ancora tempo, fateci ancora divertire, esplorate ancora, cercate ovunque e seguite La Legge del desiderio (qualcunque essa sia).

La ricerca della felicità vi guidi e a noi donate una musica sincera, l’unica che si può godere in pace.

Miriam Pagani

Miriam Pagani

Frequenta il liceo, ama disegnare e scrivere.

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2 risposte

  1. … Una musica sincera , anche questo articolo è una musica sincera, allo stesso modo trasmette gioia pura e senza spiegazioni, come quando vedi il mare e il mondo sembra più bello. Grazie dell’entusiasmo, dell’allegria, della speranza di un adulto di fronte al talento e alla bellezza di giovani figli di tutti.

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