L’arma del desiderio

Tiziana Della Rocca indaga le forme e gli eccessi che assume il desiderio maschile e femminile, nel suo primo saggio dopo l’esperienza da free-lance

Una caratteristica del desiderio (…) è la sua sfrenatezza. Per quanto la realtà gli imponga dei limiti, il desiderio non può essere contenuto, dato che non si soddisfa con la realtà; anzi, la realtà resta per definizione insoddisfacente, come se fosse illusoria, e il desiderio per sua natura è portato a superarla o addirittura a disfarsene, non tenendola più in alcun conto.

Dev’essere davvero il desiderio il genio che anima la penna di Tiziana Della Rocca, collaboratrice free-lance, tra gli altri, de Il Foglio, i cui scritti – editi e inediti – pensati per il giornale l’hanno infine portata a pubblicare il suo primo saggio (L’arma del desiderio, Castelvecchi, 2021).

Ma che abiti assume il desiderio? Della Rocca ne insegue le forme cangianti, che spesso lo portano agli eccessi, anche drammatici e tragici, altre invece al ridicolo.

Caravaggio, “Giuditta uccide Oloferne”

Si comincia – in un labirinto di cui a volte sembra perdersi il filo di Arianna del lettore, salvo poi intuire un disegno più unitario a fine lavoro – con il desiderio maschile par exelence, quello di Casanova (“Casanova e il desiderio maschile”). In effetti il desiderio sessuale è quello più conosciuto, declinato dall’autrice che cerca di coglierne le sfumature che lo rendono così particolare, anche in chiave ebraica, laddove si sofferma su figure come Ester, Giuditta, la Rachel di Satana a Goray (“Giuditta e le altre”).

La sua curiosità però spazia un po’ dappertutto. Ecco dunque i riferimenti al mondo greco (con Era e Medea), all’illuminismo (con le gran dame protagoniste de “Le relazioni pericolose”), all’età contemporanea, con un aneddoto legato a Oriana Fallaci.

Oriana Fallaci (1929-2006)

La lettura dei capitoli si fa veloce, animata dai voli e dai balzi da un’epoca all’altra. Cosa unisce Coco Chanel che spia i nazisti, Dalila che cattura Sansone, e Raab che protegge gli esploratori di Giosuè? (“Spie”). E cosa lega coppie famose di Hollywood, almeno fino a quando poi l’unione si frantuma? (“La caduta dei principi azzurri”). E il desiderio maschile per le tante Lady Macbeth che ruolo ha nelle scelte degli uomini? (“Le lady Macbeth

Brad Pitt e Angelina Jolie

non si lavano le mani”).

Il desiderio è davvero un demone pericoloso, a leggere queste 80 pagine, come poi emerge quando si parla delle persecuzioni dell’Inquisizione contro gli ebrei in Spagna (“Limpieza de sangre”), o di quelle contro le streghe (ancora uomini contro donne) (“Le streghe”).

Tra desiderio e timore, tra pulsioni e respingimenti, Della Rocca regala al lettore una veloce digressione tra epoche e culture diverse, per chi è interessato a un tema che, più o meno, riguarda tutti, e in cui il suo desiderio per la vita si svela chiaramente, anche se in forma un po’ amara, nelle pagine finali (“La favola della guarigione dal Covid-19”).

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest

Una risposta

  1. Immagino che non mancherà di venir citata Mata Hari, colei che della seduzione ne fece una tragica arte. Ma quante altre Mata Hari sono rimaste nell’ombra? quanti serpenti hanno sedotto altrettante Eva? Lèggerò il libro,perché l’argomento é tanto antico quanto attuale. Grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi:

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

L'ultimo numero di Riflessi

In primo piano

Iscriviti alla newsletter