il pane karavai

Il pane karavai o korovai è il pane nuziale tradizionale ucraino che viene donato agli sposi e consumato durante il banchetto nuziale.

korovai preparazione Colpiscono alcune somiglianze con la challà, il pane preparato da noi donne ebree per accogliere lo Shabbat come una sposa (così recita la preghiera del venerdì sera). Somiglianze che non sono certo casuali, vista l’importanza che il mondo ebraico ha avuto nella storia dell’Ucraina.

Qualche curiosità sul karavai

Il karavai è un pane intrecciato con un impasto di farina, acqua, uova e grasso (burro o olio), che viene poi finemente decorato. Prepararlo è lungo e laborioso, richiede una certa abilità, ma il risultato è spettacolare. Degno, appunto, di un matrimonio.

Per tradizione, l’impasto viene preparato da una donna felicemente sposata, che abbia dei figli. In questo modo potrà trasmettere il suo animo sereno alla nuova coppia. Mentre la donna o le donne di famiglia impastano, si leggono preghiere. La preparazione può avvenire nella casa della sposa o di parenti.

Come decorazione, in genere vengono messi in alto due uccelli, che simboleggiano la coppia. L’intreccio e la forma rotonda celebrano l’unione di due famiglie e il cerchio della vita, mentre fiori, pigne, uva, spighe di grano, sono segni di augurio per fertilità, ricchezza, amore eterno. Il karavai viene messo in forno generalmente da un uomo sposato, sempre al canto di preghiere.

Korovai nozze Subito prima della celebrazione del matrimonio, come una benedizione, la madre dello sposo presenta agli sposi il karavai e del sale in cui intingere il pezzo che si mangia, il tutto su una stoffa ricamata. Quindi la tradizione popolare vuole che la nuova coppia morda o stacchi una parte di questo pane, prendendolo dalla parte centrale, considerata portatrice di felicità: chi dei due stacca il pezzo più grande diventerà il padrone (o la padrona) di casa. Quindi il karavai viene tagliato e servito agli ospiti.Nella parte inferiore del karavai, servita ai musicisti, venivano inserite delle monete.

La treccia, la madre di famiglia che impasta, la preghiera, il sale prima di mangiarlo, la forma tonda per un nuovo inizio (come la challà che prepariamo per Rosh Hashana). Davvero le somiglianze sono molte. E allora, questo Shabbat decoriamo anche noi le nostre challot, come se fossero karavai. Non solo per rendere ancora più bella la nostra tavola di Shabbat, ma anche come augurio che questa brutta guerra finisca presto.

Una risposta

  1. E CERTO! È evidente che in Ucraina e Russia l’uso del colbacco è ispirato allo Shtreimel, il cappello di pelliccia che ancora oggi indossano gli ultraortodossi ashkenaziti di Shabbat e nei gg di festa!
    Eddai… è comprensibile che in questo periodo noi ebrei tendiamo a identificarci con l’ underdog (l’Ucraina) MA… non è più probabile che sia la challà ucraina e est-europea ad ispirarsi al karavai?
    La preparazione di un pane particolare per Shabbat -dolce o meno- è una costante in tutte le comunità della Diaspora e… non tutte le comunità sono in Est Europa. _ Nel corso di duemila anni di Diaspora, la specifica cultura di ogni comunità -dal Marocco all’Ucraina, dall’Iraq alla Spagna- è stata influenzata dalla cultura del paese “ospitante”, nella cucina, nella musica, nel vestire, etc. Attribuire al pane festivo Ucraino un’identità ebraica è una forzatura ispirata dall’atmosfera di questo periodo.

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