Resistenza polacca

Le cose importanti non muoiono, solo gli uomini, e le farfalle.

Roman Gary Educazione europea Le speranze , gli ideali, i tradimenti animano “Educazione europea”, il libro d’esordio di Roman Gary, (edizione NERI POZZA) ebreo di Vilna, Vilnius, di quella terra di confine, insomma, che va dalla Polonia alla Russia.

Ucraìna appunto, per ricordare la tragedia di questi giorni, nella lingua di quelle terre tra un miscuglio di russo e polacco che in questo libro ripercorre la storia della resistenza della Polonia durante la seconda guerra mondiale.

Una vicenda a tratti delicata, sebbene nel terrore della guerra, una storia di amore e di amicizia, lontana nel tempo e tornata prepotentemente d’attualità. “Educazione europea”, è la condizione che deve interrogare le coscienze di ognuno di noi per stabilire se si tratta di un generico anelito o, come suggerisce il testo, un valore da condividere e condiviso, allora contro il nazismo e oggi avverso le sue mutazioni inarrestabili come quelle del virus che in questi anni Venti le accompagna.

Lo scrittore Romain Gary
Lo scrittore Romain Gary (1914 – 1980)

Lo stesso autore, vincitore del Goncourt nel 1956 per Les racines du ciel e dopo essere stato eroe di guerra e diplomatico, figlio di artisti e artista versatile nella letteratura egli stesso, trova un nuovo successo eclatante sotto lo pseudonimo di Emile Ajar quando pubblica il suo più grande capolavoro, “La vita davanti a sé” per poi morire suicida nel 1980 a Parigi indossando una vestaglia rossa per minimizzare l’effetto pulp del sangue sul corpo portato via da un colpo di pistola alla testa. L’Educazione europea dovrebbe riportarci a riprendere in mano la memoria della Galizia, di Halic, di questa città dai vari nomi, polacco, ucraìno, russo, yiddish dove è difficile fare i conti con la storia da sempre, e soprattutto dopo la Shoah, ma che non smette di ripresentarcisi davanti come un’endemica ferita da disinfettare con la regolarità dettata dagli eventi: ineludibile, ineluttabile come lo scontro tra fratelli che disegna e ridefinisce i confini d’Europa senza soluzione di continuità. Terra magnifica e fertile come poche, dove forse per questo Caino e Abele continuano a darsi la caccia e a nascondere la propria colpa davanti a D-o.

A che serve lottare e pregare, sperare e credere? Il mondo nel quale soffrono e muoiono gli uomini è quello stesso nel quale soffrono e muoiono le formiche: un mondo crudele e incomprensibile, in cui la sola cosa che conta è portare sempre più lontano un assurdo fardello, un filo di paglia, sempre più lontano, col sudore della propria fronte e a prezzo di lacrime di sangue, sempre più lontano senza mai fermarsi per respirare o per chiedersi perché…’gli uomini e le farfalle’”. Di questo parla la storia di Janek, della sua iniziazione alla vita mentre è in corso la guerra e all’amore, grazie a Zosia e a Dobranski, il tenero intellettuale che gli fa conoscere quello che resta sopra l’amore e l’amicizia per ricadervi sopra e renderle vere e non vuoti spartiti: la libertà.

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