Gas Israele Leviathan

Da Israele l’alternativa al gas russo?

Israele e Unione Europea stanno conducendo negoziati accelerati sulla vendita del gas israeliano all’Europa attraverso l’Egitto, già nel prossimo futuro

Le bozze degli accordi sono state scambiate tra le parti e si stima che l’accordo quadro sarà firmato durante l’estate e, successivamente, si apriranno le trattative tra le stesse compagnie del gas.

Gina Cohen Gina Energy
La Prof.ssa Gina Cohen

Gina Cohen, la maggiore esperta israeliana di gas naturale, di fama internazionale, specializzata nel Mediterraneo orientale, (insegna al Corso di laurea per Ingegneri petroliferi del Technion University di Haifa ed è direttrice accademica del corso di gas naturale, diritto, economia e pensiero strategico presso la filiale di Tel Aviv del Technion) ha dichiarato recentemente che il tentativo dell’Europa di rendersi autonomi dalla Russia, dal punto di vista energetico, potrebbe trasformarsi per Israele in una vera e propria manna da oltre 100 miliardi di NIS.

Il potenziale complessivo di vendita di gas naturale in Europa potrebbe essere stato perfino sottostimato se solo si pensa che il Comitato Adiri (Comitato interministeriale guidato dal Direttore generale del Ministero dell’energia Udi Adiri) ha rilevato che i profitti potrebbero raggiungere i 230 miliardi di NIS.

Con l’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, le conseguenti sanzioni economiche dell’Europa nei confronti della Russia, la richiesta di quest’ultima di ricevere il pagamento delle forniture di gas in rubli anziché in dollari o euro (scelta vietata dai contratti e dall’UE) fino alla interruzione delle forniture di gas naturale russo, prima nei confronti di Polonia e Bulgaria poi della Finlandia e della Svezia, ha chiarito che la guerra tra Russia ed Europa si sta spostando sulle materie energetiche. Nella denegata ipotesi che ci dovesse essere una escalation della guerra, la sospensione delle forniture anche nei confronti di altri paesi europei, potrebbe diventare una realtà.

gas israeliano Israele sa bene di costituire per l’Europa una valida alternativa al gas russo ma è necessaria la preventiva costruzione di infrastrutture per convogliarlo in Europa o un gasdotto marino verso gli impianti di liquefazione in Egitto, in attesa dei quali si dovrebbe creare un impianto di liquefazione al largo di Israele, che costerebbe 5 mld di dollari e che sarebbe in grado di liquefare 5/7 metri cubi (BCM – Billion cubic metres) all’anno e per fare ciò Israele potrebbe beneficiare della tecnologia israeliana ed europea.

Il consumo nel mercato europeo del gas ammonta a circa 500 miliardi di BCM all’anno, di cui la Russia ha fornito 155 BCM nel 2021, di cui 120 BCM (77%) sono andati a paesi che si sono schierati con l’Ucraina e che si aspettano ritorsioni.

La UE si è data l’obiettivo di rendersi indipendente dal gas russo entro il 2027 e sta cercando di riattivare tutte le vecchie forme di energia come quelle provenienti da combustibili fossili che sono, però, molto inquinanti.

Prima che l’Europa possa diventare indipendente dal punto di vista energetico, potrebbero passare oltre venti anni e nel frattempo Israele potrebbe ricevere profitti di almeno 30 miliardi di dollari all’anno. Ma Israele non sembra avere molta fretta, perché i consumi interni stanno aumentando, e stima che non sarà possibile aumentare le esportazioni prima che la produzione entri in funzione dai giacimenti di Karish-Tanin ed il Ministero intende dare priorità al mercato interno.

Secondo Gina Cohen, invece, il Governo dovrebbe immediatamente accettare le conclusioni del Comitato Adiri che incoraggia il Governo ad aumentare le quote di esportazione di gas, che potrebbero anche raddoppiare, perché quello che c’è supera ampiamente il fabbisogno di Israele ed i prezzi rimarranno alti almeno per i prossimi due/tre anni.

In conclusione è chiaro che vi sia un’enorme opportunità per Israele visto che gli europei preferiranno acquistare il gas da Israele piuttosto che da qualsiasi altro paese del Mediterraneo e l’occasione deve essere colta dal Governo israeliano.

 

 

 

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