Convivere con la guerra

Manuela Dviri racconta su Riflessi come si vive in Israele quando si è aperto un nuovo fronte, quello più grave

Manuela, da meno di una settimana Israele fronteggia una nuova guerra, stavolta contro l’Iran, il suo avversario più temibile. Innanzitutto, come vivi questi giorni?

missili iraniani diretti in Israele

Con stanchezza fisica, perché praticamente non dormiamo mai di notte, e con una grande preoccupazione. Già prima che cominciasse questa guerra – che solo a dirlo mi sembra una cosa enorme, perché noi siamo solo 10 milioni contro quasi 90 milioni di iraniani – di notte subivamo gli attacchi provenienti dallo Yemen, da parte degli Houti , proxy dell’Iran stesso, che di solito erano intercettati tutti con largo anticipo, per cui non dirò che ci eravamo abituati, ma certamente temevamo un po’ meno. Con l’inizio di questo conflitto, invece, ora la notte è lunga da passare. Siamo costantemente messi in allarme dagli alert, che per fortuna ci informano prima con anticipo, con 30, 10 e 5 minuti di anticipo, fino all’arrivo imminente dei razzi. È un sistema giusto e intelligente per salvare la vita delle persone, (lo fanno perché riescono a vedere la partenza del missile) però l’effetto è quello di vivere in uno stato di continua tensione. Quando l’avviso arriva, chi può si chiude in un mamad, la stanza di sicurezza. Ma poiché soltanto le nuove abitazioni ne dispongono, la maggior parte della popolazione deve uscire di casa e andare in un rifugio. Io, per esempio non ho un mamad in casa, e il rifugio non è a sua volta a portata di mano , così ci siamo trasferiti a casa di mio figlio. Ci si siede in questa stanza, apparentemente normale, in realtà rinforzata , e si aspetta. Sperando non succeda nulla. Sperando di sopravvivere a un enorme missile proveniente da molto lontano. Si finisce così per dormire poco e male.
E di giorno?
Nel resto del giorno i ragazzi sono tutti a casa, perché non c’è scuola, e anche gli uffici sono chiusi, per cui chi può lavora da remoto. Anche i negozi sono quasi tutti chiusi, per cui immaginerai che l’atmosfera è abbastanza pesante. Soprattutto perché vediamo i risultati di questi continui bombardamenti. Ad oggi 25 morti, centinaia di feriti. E sono passati solo pochi giorni. Comincio a chiedermi se abbiamo abbastanza sistemi di difesa che possano proteggerci da tutti questi attacchi, anche perché quelli iraniani arrivano di continuo, quasi sempre di notte , in grandi quantità, e cercano di colpire le abitazioni civili. Missili sono caduti a Tel Aviv, ad Haifa, a Netanya, a Petach Tikwa, all’istituto di ricerca Weizmann, alla raffineria di Haifa. Questa guerra si sta dimostrando pericolosa soprattutto per i civili. E pericolosissima da ogni punto di vista.

sono oltre 20 le vittime israeliane finora accertate per gli attacchi iraniani

Come reagisce la popolazione israeliana a questi attacchi?
Al primo momento, visto che si sono visti risultati straordinari da parte del nostro esercito, della nostra aviazione, del Mossad, c’è stata anche una certa euforia. E ancora resiste. La borsa sale. Questo non è l’esercito trovato impreparato il sette ottobre. Questo non è l’aviazione praticamente invisibile il sette ottobre. Questo è un esercito preparato e funzionante. Non so se posso rappresentare il clima che si vive nel paese. Certo, i risultati sono stati straordinari, simili a quelli che hanno permesso di eliminare tutti i vertici di Hezbollah. Però la guerra mi fa sempre molta paura, e per tante ragioni.
Perché?
Capisco che stavolta ci troviamo di fronte a un nemico vero, il cui grande obiettivo è la distruzione di Israele. Farci tutti sparire dalla faccia della terra. l’Iran è un paese lontano, e la guerra che stiamo combattendo mi sembra diversa da quella che in passato abbiamo combattuto contro l’Egitto, la Giordania o la Siria, o anche quella contro il Libano. Tante, troppe guerre. O contro Hamas, proxy dell’ l’Iran stesso così come contro Hezbollah. Mi chiedo se la guerra sia sempre l’unica soluzione per risolvere i conflitti. Dopo tutto la pace con con Egitto, Giordania e Emirati regge. Anche adesso il dubbio mi assale. Non so, faccio fatica a pensare, vista la grande fatica che proviamo da quando la guerra è scoppiata. Inoltre c’è un’altra cosa a cui penso.
Quale?

Finora Israele ha colpito soprattutto strutture militari ed energetiche di iraniane

Questa guerra non mi fa dimenticare la mancanza di fiducia che provo in questo governo e in chi lo guida. La mia impressione è che la decisione di avviare la guerra adesso, proprio ora, sia stata adottata da Netanyahu perché per lui è stato molto conveniente (anche se ha dato ragioni diverse). L’attacco all’Iran è scattato nel mezzo del controinterrogatorio del processo a suo carico, nel mezzo di una crisi di governo imminente, che faceva avvicinare le elezioni, nel mezzo di una perdita generale di fiducia della popolazione verso il suo operato. Nel mezzo della protesta pubblica, nel mezzo della Qatar gate nel suo ufficio. Nel mezzo del suo tentativo di togliere potere alla democrazia israeliana. Oggettivamente, la guerra all’Iran sgombra il campo da tutto ciò che dava personalmente fastidio a Netanyahu. Se poi guardo i ministri che lo circondano, la mia sfiducia aumenta. Non mi fido di nessuno di loro. È neppure di lui. Non posso dimenticare che con questa azione abbiamo forse condannato a morte i poveri ragazzi ancora ostaggi di Gaza. Perché iniziare una guerra senza finirne un’altra? E abbandonare al loro destino quei venti ostaggi? Inoltre non si può rimanere con quel fronte aperto all’infinito. Infine, penso anche che non sia giusto mandare solo una parte della nostra popolazione a combattere e a rischiare la vita, mentre un’altra, quella degli Haredim, ne è esente e addirittura chiede una legge per continuare ad esserlo. Credo sia fortemente ingiusto che il peso della difesa del nostro paese gravi solo sui nostri figli e non su quello degli ebrei haredim.
Resta il fatto che l’Iran aveva ispirato sia Hamas che Hezbollah che gli Houthi contro Israele, e che la minaccia di un’arma nucleare si era fatta sempre più concreta.
Questa è una guerra che ha un senso perché l’Iran in effetti è u pericolo fisico e reale per noi. E tuttavia credo che le ragioni che ci abbiano portato a questa guerra non siano quelle dichiarate. Intanto da Israele nessuno può uscire e nessuno può entrare, con il risultato che il 150.000 israeliani sono all’estero e non sanno come fare per tornare a casa. Il paese vive con una sensazione di soffocamento. Solo nei prossimi giorni cercheranno di farli tornare in qualche modo. Posso confessarti una cosa?

abitanti di Teheran lasciano la capitale iraniana

Cosa?
Quando vedo le immagini degli iraniani che si spostano in massa per lasciare Teheran provo quasi invidia, perché loro hanno la possibilità di andarsene, di spostarsi. Noi siamo chiusi in questo piccolo fazzoletto che è Israele. La gente ha paura e anche gli spazi di discussione inevitabilmente si restringono, perché in televisione ascoltiamo soltanto la voce ufficiale del governo e delle autorità militari. Le guerre sono sempre brutte, e per questo bisognerebbe pensarci bene prima di cominciarle. Il nostro governo invece che provare a chiuderle le sta moltiplicando. Quella con l’Iran è una guerra giusta, ma che è iniziata per le ragioni sbagliate. E spero solo che finisca nel modo e nel momento giusto. E adesso mi fermo perché sta suonando l’allarme, il primo della mattina dopo quello delle due nella notte. E delle quattro.

Esco dal mamad.
Tutto ok.
Ma è stato colpito un palazzo a Herzlya. Erano 18 missili. Ci sono feriti.
Come andrà a finire?

2 risposte

  1. “Conveniente”,è questa signora con la “s”minuscola,scusate nanna si permette di parlare di un governo e primo ministro”Gigante “

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