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Una manifestazione a favore di Israele e della democrazia israeliana

Domani una manifestazione è convocata a Roma per protestare contro la riforma della giustizia voluta dal governo Netanyhau. Ne abbiamo parlato con l’organizzatore

Itamar Danieli, lei è in Italia di che cosa si occupa?

qui e sotto: manifestazioni di protesta in Israele contro la riforma della giustizia avanzata dal governo Netanyhau

Sono un imprenditore. Commercio in prodotti ecologici. Vivo in Italia da quasi tre anni. Ho trascorso il resto della mia vita in Israele, dove ho prestato servizio come riservista per 20 anni.

E fa parte del gruppo che ha organizzato la manifestazione di venerdì a piazza Santi Apostoli a Roma contro la riforma della giustizia del governo Netanyahu?

In realtà, sono io ad aver organizzato tutto, con l’aiuto di un paio di altre persone che mi aiutano a gestire un gruppo WhatsApp e la pagina Facebook. È stata una mia decisione, senza alcun legame con nessuna forza politica.

Ha avuto rapporti con le istituzioni ebraiche italiane?

No, nessun contatto.

Per quale motivo le è venuto in mente di organizzare questa manifestazione?

Non so se lei sa cosa sta succedendo in Israele. Il governo vuole cambiare le leggi sulla Corte suprema e limitare il potere della giustizia. Il governo sostiene che è una riforma utile, ma la realtà è che se la riforma passerà Israele, che oggi è una democrazia, diventerà un paese senza più democrazia, simile a una dittatura. Questo è quello che credo io e la stragrande maggioranza degli esperti, nonché tutte le centinaia di migliaia di persona che ogni settimana manifestano contro la riforma in Israele. Tanta gente in Israele ha veramente paura per questa riforma, pericolosa anche per la sicurezza di Israele, se pensa che molti riservisti hanno dichiarato di rifiutarsi di prestare servizio per uno Stato che, con questa riforma, smetterebbe di essere una democrazia.

Chi vorrebbe vedere in piazza insieme a lei venerdì?

Come le ho detto, sono uno dei moltissimi israeliani preoccupati per questa riforma della giustizia; sono cioè molto preoccupato per la democrazia in Israele. Rivolgo perciò il mio appello a tutti: israeliani, ebrei italiani, ebrei in generale; anche cristiani. Tutti sono benvenuti. Bisogna capire che c’è da difendere l’unica democrazia del Medio Oriente.

Le devo fare due obiezioni. La prima è questa: alcuni ebrei italiani hanno una perplessità, ma temono che manifestare contro la riforma di Netanyahu in Italia potrebbe dare l’impressione di attaccare lo stesso Israele.

La Corte suprema israeliana

Certo, posso capire questa paura, ma assicuro che è infondata. Saremo lì solo con le bandiere di Israele, perché amiamo Israele e vogliamo difendere la democrazia israeliana. Non ci saranno cartelli politici o di parte, perché questa è non una manifestazione di una forza politica contro un’altra, e infatti sono contro la riforma sia elettori di destra che di sinistra. La riforma della giustizia rappresenta una deriva antidemocratica per Israele. La giustizia sarà controllata dal governo, se la riforma passerà. Ho deciso di organizzare questa manifestazione perché tengo al mio paese. Tutta la mia famiglia vive là e io torno spesso.

Secondo lei un ebreo della diaspora ha il diritto di giudicare quello che avviene dentro Israele oppure ha solo il dovere di difendere e Israele e non può mai criticarlo?

Il governo guidato da Netanyhau

Siamo ormai arrivati a un punto che criticare Israele è una necessità, perché Israele non è un paese come l’Ungheria, o la Turchia, o la Polonia, che possono allontanarsi dal modello democratico senza molti timori.  Israele ha purtroppo molti nemici, in tanti sono contro di noi, contro Israele. Dunque c’è necessità di tenere sempre unito il paese, e per far questo è necessario che il paese resti una democrazia; se dovesse passare la riforma, cesserebbe invece di esserlo. Noi abbiamo problemi che altri paesi non hanno, e allora è importante per ogni ebreo, anche della diaspora, che Israele rimanga una democrazia. Per questo anche gli ebrei della diaspora a mio avviso hanno diritto di far sentire la propria voce. Preciso che si tratta di una manifestazione apartitica e laica.

Un’altra obiezione è che la vostra manifestazione potrebbe essere vista come un sostegno alle tante manifestazioni contro Israele, come i “proPal” organizzate da movimenti antisemiti. Lei non ha paura che l’opinione pubblica non riesca a vedere la differenza tra la manifestazione di venerdì e quelle organizzate contro Israele?

Assolutamente no. Noi, come le dicevo, siamo favorevoli allo Stato di Israele. Noi combattiamo il BDS e difendiamo Israele. Venerdì saremo tutti con le bandiere di Israele. Posso dire che c’è molta disinformazione su questo tema. Noi manifesteremo per mantenere l’attuale carattere di Israele, ovvero quello democratico.

Eppure, in questi giorni è circolato un manifesto che sembra descrivere la manifestazione di domani come molto estremista

Il manifesto che sta circolando non ha niente a che vedere con noi, è sicuramente opera di qualche italiano che vuole screditarci. A noi interessa Israele e la democrazia del nostro Paese, che amiamo. Se non vorrete stare al nostro fianco non è un problema, ma vi preghiamo tutti di non boicottarci. Noi manifestiamo perché vogliamo che il nostro Paese non cambi e continui a seguire le tracce che diedero i nostri padri fondatori. Non rappresentiamo una forza politica, ma solo noi stessi e tra noi ci sono anche tanti che hanno sostenuto Benjamin Netanyahu fino a queste ultime elezioni. Perciò non giudicateci estremisti o anarchici.

Questa manifestazione secondo lei avrà eco in Israele?

Credo di sì. So che ci saranno dei media israeliani che la seguiranno, con Tv e alcuni giornalisti.

Quante persone si aspetta di avere a piazza Santi apostoli venerdì?

Sarò felice se saremo alcune centinaia; direi che 200 sarebbe un buon numero.

A che ora ci sarà la manifestazione?

Dalle 15 alle 16.30; finiremo in tempo per lo shabbat.

Leggi anche:

Israele è un paese diviso

La riforma di Netanyhau

5 risposte

  1. Sarà una manifestazione sicuramente dettata dalle migliori intenzioni ,ma temo infiltrazioni e che possano essere messe in discussione anche decisioni contro il terrorismo prese nel passato ,nel presente e quelle necessarie per il futuro .
    Purtroppo non abbiamo i nostri media a favore .
    L’unica cosa che spero è quella di sbagliare,amo troppo Israele per poter vedere confermati i miei timori .
    Buona fortuna 🇮🇱

    1. Sono assolutamente d’accordo con lei. Israele ha già abbastanza nemici all’esterno per andare ad aggiungerne all’interno. Forse sono pessimista, ma ritengo che quasi sicuramente l’iniziativa sarà fraintesa purtroppo e si presterà senz’altro ad essere manipolata dai media sfavorevoli ad Israele. Spero di sbagliarmi.

  2. Ineccepibili e convincenti le argomentazioni di Itamar Danieli, il quale evidenzia un principio fondamentale quando afferma che Israele ha tanti nemici e, quindi, è necessario tenere unito il Paese, evitando riforme divisive e confliggenti con gli ideali e lo spirito fondatori dello Stato.
    Su questa vicenda l’UCEI dovrebbe promuovere dibattiti realmente coinvolgenti all’interno di ciascuna Comunità, giacchè in taluni frangenti nessun Ebreo in qualunque parte del mondo viva può sottrarsi all’obbligo morale di pronunciarsi su temi essenziali per la esistenza dello Stato di Israele e per la salvaguardia di quei princípi che fissarono i Padri fondatori.

  3. Con la realizzazione di questa manifestazione,mi auguro che sia un FLOP. si alimenta nel nostro paese ancor più odio verso Israele. Una semplice domanda, cittadini italiani all’estero hanno mai manifestato contro il nostro governo. Non capisco questa per me disdicevole iniziativa. Facciamo manifestato gli israeliani a casa loro e smettetela di criticare l’una democrazia nell’area mediorentale

  4. Secondo me questa intervista è chiarissima e l’intervistato argomenta in modo persuasivo le motivazioni che lo hanno spinto a organizzare la manifestazione che si terrà a Roma venerdì alle 15:00 . A Clelia Terracina, che teme infiltrazioni nella manifestazione, mi permetto di rispondere che più ebrei responsabili ci saranno, meno tali eventuali infiltrazioni avranno spazio. Quindi suggerisco di andarci e partecipare con occhio vigile. A Alberto Terracina mi permetto di dire che non vedo perché la manifestazione di cui stiamo parlando dovrebbe alimentare odio verso Israele. Esprimere solidarietà a chi manifesta per criticare un’iniziativa legislativa di un Governo è cosa ben diversa da essere contro lo Stato in cui quel Governo svolge la sua azione politica.

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