Shmurim Ukraina shortage

Alla frontiera polacca on l’Ucraina, Rav Shalom Ber Stambler, direttore dei Chabad in Polonia sta preparando un seder che farà storia, con 2000 persone, numero già impressionante ma che lo è ancora di più se si considera che generalmente il numero di ospiti è di circa 600.

Con l’approssimarsi di Pesach, i Chabad hanno aumentato l’impegno per garantire che tutti gli ebrei rifugiati dalla guerra in atto, e quelli che sono rimasti in Ucraina, possano celebrare una festa casher. Sembra essere una battaglia non solo contro il tempo, ma anche contro enormi difficoltà di approvvigionamento causate dai bombardamenti russi.

Rav Meyer Stambler, capo della Federazione delle Comunità ebraiche ucraine affiliate Chabad, gestisce la produzione di azzime shimmurim che vengono esportate poi in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti dove rappresentano una quota del 15/20% di tutto il mercato.

Cosa sono le shimmurim?

Matzot Ukraina Le azzime shimmurim sono azzime prodotte sotto strettissima sorveglianza, la cui farina è stata protetta dall’umidità dal momento della mietitura fino alla cottura. A questo tipo di azzime viene attribuita una particolare energia spirituale, tanto è vero che il Rebbe Lubavitch raccomandava che ogni ebreo potesse goderne.

La nuova fabbrica di shimmurim a Uman e quella storica di Dnipro

Menorah Center Dnipro
Il Menorah Center a Dnipro (Ucraina). Il più grande centro ebraico del mondo

Già da Hanuccà Rav Meyer Stambler ha iniziato la produzione di shimmurim in un nuovo stabilimento appena aperto a Uman. La fabbrica storica di shimmurim è invece a Dnipro (conosciuta fino al 2016 come Dnepropetrovk). Una città in cui la comunità ebraica ha vissuto alterne e spesso dolorosissime vicende, come i pogrom del 19mo secolo, la Shoah e la repressione sovietica: c’è stato chi è riuscito a emigrare negli Stati Uniti, chi ha perso la vita, chi non è più tornato. Ma la comunità che sembrava annientata è rifiorita tanto da diventare la più ebraica delle città ucraine, con il famoso Menorah Center, il più grande del mondo, pieno di ristoranti casher, sale per matrimoni, bagni rituali e tutti gli altri servizi necessari a una vita ebraica.

Quest’anno non sarà un Pesach come tutti gli altri.

Oltre 9 tonnellate di shimmurim destinate al mercato statunitense, sono state caricate su due navi container nel porto di Odessa il 24 febbraio, due ore prima dell’inizio dell’invasione russa. Ora il carico è bloccato: tecnicamente non si trova più in territorio ucraino ma è fuori discussione che nella situazione attuale possa prendere il largo verso gli Stati Uniti. Nei supermercati statunitensi, da New York a Miami a Los Angeles la mancanza di shimmurim si sta facendo sentire, con un conseguente aumento dei prezzi.

Cosa ne sarà delle shimmurim bloccate a Odessa?

Rav Meyer Stambler sta pensando di riprendere il carico e distribuire queste matzot agli ebrei ucraini. Ce ne sono molti, soprattutto uomini rimasti o tornati in Ucraina per resistere all’invasione. A loro andrà così il supporto concreto dei Chabad ucraini, che non hanno mai abbandonato il paese proprio per essere pronti a prestare l’aiuto e il sostegno necessario.

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