Tel Aviv-Roma-Tel Aviv: viaggio senza più ritorno?

Sivan Kotler, israeliana-italiana che a Roma ha messo su famiglia e ha lavorato per anni nella nostra scuola, mi risponde da Tel Aviv al mattino presto, mentre è già diretta in ospedale, dove da un paio d’anni lavora come psicologa. Riesco a parlarci prima che la sua giornata senza molte pause cominci.

A bruciapelo, mi dici cosa ti manca di più di Roma e dell’Italia?

Ci manca la leggerezza, la bellezza e la spensieratezza, la possibilità di entrare in un bar al volo e bersi un caffè; ci mancano soprattutto gli amici. E poi mi manca la libertà di muovermi, ma questo in realtà manca un po’ a tutti.

E invece quali sono le tre prime ragioni per vivere in Israele?

La prima ragione è che qui è casa. A parte questo, penso che Israele sia, pur con tutte le sue complessità, un paese evoluto che guarda al futuro, senza dimenticare il passato. La società è molto dinamica, senza formalismi (e a volte forse con un eccesso di autenticità).

Che impressione hai avuto di come Israele sta reagendo a questa lunga pandemia?

Il paese e soprattutto il sistema sanitario sono stati un esempio di eccellenza per il modo con cui hanno fronteggiato la pandemia, dal punto di vista dei test, della vaccinazione, delle cure, della distribuzione dei malati e dei ricoverati. Il merito a mio avviso è da ricercare nella digitalizzazione del sistema sanitario e nella presenza capillare sul territorio delle strutture sanitarie.

Nella tua famiglia ci sono 2 figli che stanno entrando nell’adolescenza (e uno prossimo al bar miztvà: mazal tov!). Tu hai vissuto per anni a Roma, dove hai insegnato nella scuola ebraica, e ora stai vivendo una nuova esperienza a casa. E i tuoi figli? Dove li immagini da grandi, dove credi che avranno le migliori opportunità?

Credo che i miei ovunque decideranno di vivere saranno felici; se però me lo chiedi, mio malgrado credo che quel paese oggi non possa essere l’Italia. Vista da Tel Aviv, come ti sembra che Israele guardi l’Italia’ Con grande passione, partecipazione e tristezza, perché l’Italia è stato il paese più colpito dalla pandemia in Europa. Etu, hai cambiato idea su di noi’ Assolutamente no! Il mio legame con l’Italia sarà sempre profondo e indissolubile.

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