Le due regine

Victor Magiar interviene sugli esiti del voto Ucei, pubblicando la sua lettura dei risultati

Si è conclusa domenica scorsa la Battaglia delle due Regine, ovvero l’elezione del nuovo Consiglio dell’UCEI, un confronto fra due espressioni concrete di leadership ed anche dell’immaginario ad esse attribuito.

Nel senso comune di quasi tutti gli elettori questa è stata la scelta: le due presidenti, sebbene per certi aspetti molti simili fra loro (un certo decisionismo, una certa ostentazione del ruolo, una continua ricerca di visibilità) rappresentano nell’immaginario diffuso due diversi modelli di comunità.

In realtà, per la radicata attitudine ebraica ad avere un punto di vista “personale”, per molti elettori si trattato non di scegliere un modello preferito, ma di contrastare il modello considerato minaccioso: “se vuoi fermare Ruth devi votare per Noemi” … “se vuoi fermare i Reform (leggi Noemi) devi votare per Ruth”.

Funziona così da anni, anche nella società italiana, e direi che è normale ed anche giusto: sia perché siamo abituati a scelte bipolari, ad aut-aut, sia perché la politica (anche quella comunitaria) si è ridotta ad una sorta di interminabile serial tv con i suoi mattatori contrapposti, buoni e cattivi.

Chi, fra gli elettori romani, ha voluto conservare una “posizione terza”, chi non ha creduto alla minaccia dell’arrivo di chissà quale disastro, chi è stanco di questa contrapposizione eterna, chi è stanco di caricature ed etichette, ha optato per delle liste che, in modo diverso, hanno fatto dell’inclusione e della mediazione gli elementi fondamentali del loro programma … e della loro identità.

Accade spesso nella vita (me lo ripeto sempre, ma non me lo ricordo mai) che la disponibilità al dialogo sia stata scambiata per debolezza o per consociativismo o per ambiguità: ovvero che il compromesso sia una cosa negativa.

Personalmente penso che il compromesso sia alla base della convivenza civile – soprattutto in una piccola comunità – che la ricerca di soluzioni condivise o il tentativo di permettere a tutti noi di convivere, conservando tutte le nostre differenze, sia tanto un mezzo che un traguardo.

Nella Battaglia delle due Regine la lista Menorah è stata quella più penalizzata: se Per Israele ha aumentato i propri voti, mentre Dor-va-dor e Binah hanno sostanzialmente conservato i loro, Menorah ha perso circa 300 voti.

Se si usano le percentuali la lettura dei dati sembra confermare le misure di sempre, perché da circa 25 anni le formazioni dell’area considerata (a torto o a ragione) progressista conservano il loro 40%, ma se si leggono i numeri reali, registriamo che quest’area passa da oltre 1.200 voti a poco più di 900.

Menorah dovrà seriamente meditare sui propri errori, a partire dall’incapacità a comunicare il proprio progetto politico-culturale, e dovrà imparare a presentarsi in maniera più convincente al pubblico della nostra keillah.

Comunque abbiamo un nuovo Consiglio, con qualche volto nuovo ma con i soliti equilibri precari … assisteremo a nuove puntate della Battaglia fra le Regine, ma noi di Menorah sceglieremo sempre di non cadere nella facile tentazione della demonizzazione degli avversari – grande alibi per evitare la discussione con l’altro da sé e con sé stessi – e sceglieremo sempre di discutere del merito delle questioni.

Certo questo ci darà meno visibilità (un nostro difetto storico) ma non possiamo tradire la nostra onestà intellettuale.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest

2 risposte

  1. Caro Victor, analisi totalmente fuori luogo e scollata dalla realtà .
    Non ho visto alcuna contrapposizione ancor più in questa campagna elettorale che che di “campagna” non se ne è vista alcuna traccia se non da parte della lista a Menorah attraverso questo giornalino che ha emulato altre iniziative EDITORIALI NON POLITICHE.
    Nascondi la verità. Dor Vador non ha preso gli stessi voti ma partiva da zero in Ucei e quindi è la lists che moralmente ha vinto elezioni nel collegio di Roma. La listA PER ISRAELE di fatto guadagna circa 20% di consensi perché pur non avendo il sostegno elettorato che prima gli derivava dal mondo Libico e che nel 2016 aveva sostegno di Scialom Tesciuba z.L. Ha mantenuto stesso numero voti ed anzi aumenta del 4%.
    Non racconto con la tua onestà intellettuale che Elezioni Ucei ad oggi sono una farsa. Qualunque sarà esito elettorale anche se da Roma di esserci una elezione “Bulgara” con 90% preferenze comunque NON POTRÀ esprimere alcun ruolo alla presidenza e alla Giunta, visto che il blocco delle 15 comunita , sfruttando un metodo di voto per far loro voce , viene perversamente utilizzato per eleggere il candidato scelto da questo blocco di 19 Comunità totalmente scollegate dalla tesle esigenze ebrei italiani . Un sistema elettorale che da a un consigliere ogni 700 Iscritti ai Romani ed uno magari ogni 50 iscritti ad un piccolo comunita alterando il comune sentire . Stai sereno avete sonoramente perso elezioni a Roma perché parlate di argomenti e progetti che solo scollegati dalla vita , ma tanto avete il paracadute delle piccole comunità che stai pur certo hanno già scelto Noemi Di Segni già prima di conoscere programmi delle varie liste ed i volti degli eletti. Medita caro Victor che così si tira la corda e a rimetterci prima o poi saranno purtroppo gli ultimi iscritti alle piccole comunità . Ne parleremo con calma davanti un buon Arak . Senza alcun astio ma prendendo atto che fra poco il castello di carta crollerà e non sarà un bene per nessuno . Ma rimarrà tanta amarezza . Shavua Tov

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

L'ultimo numero di Riflessi

In primo piano

Iscriviti alla newsletter