Il ricevitore è la spia su Prime Video

Morris Berger film

Attualmente è visibile attraverso la piattaforma di Amazon Prime il film “Il ricevitore è la spia” (The Catcher Was a Spy) per la regia di Ben Lewin, basato sull’omonimo libro biografico scritto da Nicholas Dawidoff, distribuito in Italia nel 2018.

Il film narra la storia vera di Morris “Moe” Berg, (New York, 2 marzo 1902 – Belleville, 29 maggio 1972) personaggio davvero eccentrico e particolare, la cui storia merita senz’altro di essere conosciuta.

La spia Morris Berg Professionista del baseball, per oltre quindici anni ai massimi livelli americani, ma in realtà era più di un semplice giocatore di baseball. Nato da una famiglia ebraica di Harlem, Morris Berg si laureò all’Università di Princeton e studiò alla Law School della Columbia University, aveva una cultura elevatissima, parlava otto lingue come l’italiano, il francese, il neogreco, lo spagnolo, il tedesco a cui aggiungeva con dimestichezza varie lingue estinte come il latino, greco antico ed il sanscrito, leggeva regolarmente una decina di quotidiani al giorno ed era riservatissimo. Il profilo ideale per una spia, professione che svolse, durante la Seconda guerra mondiale, per gli USA.

Come agente segreto al servizio del governo degli Stati Uniti, Berg viaggio in Jugoslavia, per raccogliere informazioni sui gruppi locali di resistenza che il governo federale era intenzionato a sostenere. Entrò in contatto con Tito e decise che l’Armata Popolare di Jugoslavia di Tito era il gruppo più forte e che godeva del maggior sostegno. Le sue valutazioni furono d’aiuto per determinare l’entità di sostegno ed aiuto che gli Stati Uniti avrebbero destinato ai singoli gruppi. Nel tardo 1943, Berg fu assegnato al Project Larson, un’operazione dell’OSS messa in atto dal capo dei progetti speciali dell’OSS. Lo scopo dichiarato del progetto era di sequestrare specialisti italiani di missili e razzi e condurli negli Stati Uniti. All’interno di tale progetto vi era la necessità di raccogliere informazioni dai fisici italiani per scoprire quanto sapessero dello scienziato tedesco Werner Heisenberg, responsabile del progetto nucleare nazista. Nel 1944 fu mandato in missione in Italia, dove raccolse informazioni da vari fisici riguardo al programma nucleare militare nazista. Partecipò, inoltre, al piano che contemplava, tra i suoi obiettivi, la possibilità di assassinare Werner Heisenberg.

Negli ultimi anni della sua vita aveva progettato di scrivere la sua autobiografia, in cui avrebbe svelato i dettagli della sua attività sotto copertura, ma il disegno non vide mai la luce e, con la sua morte, Berg portò con sé i segreti della sua vita.

Il film con la regia di Ben Lawin, vede protagonisti Paul Rudd, Guy Pearce e Jeff Daniels, con la partecipazione straordinaria dei nostri Giancarlo Giannini e Pierfrancesco Favino. E’ la storia della missione assegnata dall’OSS – Office of Strategic Servicees (predecessore della CIA) a Moe Berg, nel dicembre 1944, di partecipare alla lezione che lo scienziato tedesco Heisenberg avrebbe tenuto a Zurigo e determinare “se dalle sue parole trapelasse qualche indicazione sul fatto che la Germania fosse vicina a realizzare una bomba atomica”. In caso positivo, Berg aveva l’ordine di uccidere Heisenberg.

La pellicola è ben realizzata e tiene col fiato sospeso fino alla conclusione della vicenda, gli interpreti sono bravi e la fotografia è valida, peccato che la sceneggiatura tenda un po’ troppo ad “esagerare” alcune situazioni (vedere, ad esempio, l’arrivo del trio a Roma nella casa del professor Amaldi), ritengo, però, che il film sia da vedere, se non altro, per non dimenticare una storia molto interessante, realmente accaduta e poco conosciuta.

A Moe Berg fu assegnata “la Medaglia presidenziale della libertà” conferita dal Presidente degli Stati Uniti d’America. Berg, tuttavia, rifiutò il riconoscimento, ma la medaglia gli fu riassegnata dopo la morte (la sorella l’accettò a suo nome). Morì, all’età di 70 anni, per le conseguenze di un incidente domestico, i suoi resti furono cremati e dispersi sul Monte Scopus in Israele.

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