Un Europeo all’insegna dell’incertezza
Alla vigilia dell’inizio del torneo rinviato lo scorso anno per Covid, Israel Maoz Levi ci svela i suoi pronostici, e qualche giocatore da tenere d’occhio
Israel, venerdì iniziano gli europei di calcio (l’Italia esordisce a Roma contro la Turchia), rinviati lo scorso anno a causa del Covid. 24 squadre si contenderanno il titolo di campione d’Europa. Prima di entrare nel dettaglio, una domanda generale. In base alla tua esperienza, che effetto avuto sul calcio giocato la pandemia?
Il calcio a porte chiuse ha sicuramente inciso sul gioco e sui giocatori. Ci sono giocatori che mentalmente non sono forti; intendo che hanno poca tempra, poco carattere. Te ne accorgi quando c’è il pubblico. In stadi come Napoli, Milano, Roma, i giocatori che non reggono la pressione deludono. Vuoi una previsione?
Prego.
A mio avviso, l’anno prossimo Mkhitaryan non avrà il rendimento di quest’anno. Sai perché? Perché è un giocatore che sotto pressione non rende. È per questo ha deluso a Manchester, litigando con Mourinho, e ha fatto bene col Shaktar Donest. C’è poi da dire che le grandi nazioni di calcio hanno da sempre una cultura solida nello sport, non solo nel calcio: penso all’Italia, alla Germania, all’Inghilterra, alla Francia, alla Spagna. La tradizione che hanno alle spalle, la cultura sportiva, sono elementi fondamentali per dare forza a una squadra e ai singoli giocatori. Li fa crescere anche in personalità. Ogni giocatore respira la tradizione del proprio paese. Guarda Chiellini, per esempio: un giocatore che compensa un talento non altissimo con una grande personalità.
Questa edizione sarà itinerante, coinvolgendo molti paesi. E il fattore campo?
Sarà un torneo più contendibile. Considera che gli stadi saranno pieni solo al 25%. Sarà certamente un’edizione anomala, con maggiori incertezze.
Vediamo nel dettaglio il torneo. Le squadre più blasonate ci sono tutte. Hai una favorita al titolo?

Al di là della vincitrice, quali sono le squadre da tenere d’occhio? Quale la squadra che esprime il gioco più bello? E quella che può essere la sorpresa del torneo?
Il Portogallo potrebbe fare bene, con giocatori come Rodrigo, o Gayà, tecnicamente brillanti. E poi l’Italia, forse la Spagna. Come sappiamo, il bel gioco non è però sinonimo sempre di vittoria, per cui le squadre latine, che spesso giocano in attacco, non è detto che arrivino fino in fondo. Le nazionali più concrete sono la Francia e la Germania.
Parliamo dei singoli. Ci dai qualche nome sa tenere d’occhio? E qual è il tecnico più preparato del torneo?

Restiamo all’Italia di Mancini. Come giudichi il suo gioco? L’Italia ha chance di vincere?

Un’ultima domanda. Israele non si è qualificata per gli europei, pur avendo giocato un buon girone. Secondo te a che livello è il calcio israeliano rispetto a quello europeo?
Il calcio israeliano è ancora senza la forte personalità di quello europeo. Si acquista vincendo. Israele non ha ancora talenti straordinari. L’israeliano è un uomo con molta autostima, perché l’esercito ti forma molto, però come calciatore il discorso cambia, perché il campionato non è molto combattuto, e questo non aiuta a formare il carattere. C’è da considerare che è un paese giovane, senza cultura e tradizione dello sport in generale. Per creare la tradizione deve lavorare sodo e tanto. Israele ancora deve imparare a creare i suoi talenti, anche perché mancano gli insegnanti, cioè gli allenatori. Cultura, tradizione, educazione sportiva sono gli elementi necessari per vincere.
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