Gaza

Il tempo della crisi

Il 7 ottobre cambia la storia di noi occidentali

Il 7 ottobre cambia la storia di noi occidentali Raffaele Romanelli, storico, nel suo ultimo libro si sofferma sul 7 ottobre e quel che ne è seguito, soprattutto sulle reazioni registrate in Occidente, con una lettura controcorrente rispetto alle tante parole ascoltate in questi due anni Professor Romanelli, nel suo ultimo libro (“Post-Occidente. Come il 7 ottobre riscrive la nostra

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Editoriali

L’editoriale di novembre

L’editoriale Alcune volte capita che la storia, o perché voglia beffarsi di noi, o, al contrario, voglia quasi indicarci una direzione, lasci sovrapporre date e ricorrenze, apparentemente opposte o comunque estranee, che però sanno mostrare, ad un esame più attento, punti di contatto. Esattamente trent’anni fa, il 4 novembre 1995, il primo ministro d’Israele, Itzhak Rabin, un passato da generale

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Ebraismo italiano

La morte di Rabin è stata dimenticata

La morte di Rabin è stata dimenticata A trent’anni dalla uccisione, Sergio Della Pergola riflette sugli effetti che la morte di Rabin ha prodotto sulla società e sulla politica israeliana Sergio, realizziamo questa intervista quasi alla vigilia dei trent’anni dell’assassinio di Yitzhak Rabin. La prima cosa che vorrei chiederti è se in Israele questo anniversario sarà sentito e in qualche

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Ebraismo italiano

Un Festival verde finalmente di gioia

Un Festival verde finalmente di gioia Letizia Fargion per il quinto anno organizza a Gerusalemme un Festival green, quest’anno in concomitanza con la liberazione degli ultimi ostaggi superstiti al 7 ottobre Letizia, per il quinto anno, da un idea di  Nomi Tzur, hai realizzato il festival “Verde Dentro e Fuori”, svolto a Gerusalemme (dall’8 al 10 ottobre). Quest’anno il festival

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Ebraismo italiano

Sul dopo Gaza si decide il futuro di Israele

Sul dopo Gaza si decide il futuro di Israele Che effetti ha avuto il conflitto più lungo nella storia di Israele? E che prospettiva ha lo Stato ebraico di vivere in una vera pace? Ne parliamo con Claudio Vercelli Claudio, a circa tre settimane dalla firma, il piano di pace imposto da Trump a Gaza vive ancora un precario equilibrio.

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Ebraismo italiano

La tregua: una pausa, o una fine

La tregua: una pausa, o una fine Daniela Fubini traccia per Riflessi impressioni e aspettative dopo la tregua firmata in Egitto Dall’inizio della guerra, oltre allo shock devastante, oltre al dolore personale e collettivo per le vite perdute il 7 ottobre e dopo, e oltre alla paura che ci ha attanagliati per mesi, fino a che i combattimenti non hanno

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Ebraismo italiano

Israele e Netanyahu alla prova del piano Trump

Israele e Netanyahu alla prova del piano Trump Davide Assael esamina le prospettive che l’accordo imposto da Trump a Netanyahu apre ora per Israele Davide, la tregua imposta dal piano Trump a Gaza mostra un’estrema fragilità. Possiamo dire, in questo momento, che sarà un sollievo solo momentaneo, oppure davvero si stano muovendo i primi difficili passi verso una nuova stagione

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In primo piano

Speciale 7 ottobre

Speciale 7 ottobre Mentre i negoziati voluti dal piano Usa possono cambiare la storia del conflitto, si pone la necessità di ricordare e comprendere come quella data sta cambiando la storia di Israele, della Diaspora e dell’intero Medio Oriente A due anni dall’attacco di Hamas, Riflessi propone ai suoi lettori un numero speciale, per ricordare quel giorno e tentare di

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In primo piano

La guerra a Gaza vista dal Vaticano: fermare le armi, ripristinare il diritto

La guerra a Gaza vista dal Vaticano: fermare le armi, ripristinare il diritto Il cardinale Matteo Zuppi (pres. Cei) indica le linee lungo le quali si muove la diplomazia vaticana nella guerra a Gaza Cardinale Zuppi, a due anni dalla strage di Hamas del 7 ottobre e della dura risposta militare di Israele, qual è il giudizio che la Chiesa

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In primo piano

Il mio secondo 7 ottobre

Il mio secondo 7 ottobre Angelica Calò rivela i suoi sentimenti a due anni dall’attacco di Hamas: rabbia e speranza per ricominciare a sperare Inizia il video sul Museo di Beit Dubrovin, nella Valle della Hula. Non avevo voglia né le forze per andare. In questi giorni, in questa parte del mondo non si dorme bene, non si mangia volentieri,

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