Per Roma, un candidato sindaco kasher
Tobia Zevi, 38 anni, si candida a sindaco di Roma alle primarie di domenica 20 giugno. In questa intervista, ci svela le sue ricette per la Città eterna, ma anche il suo modo di conciliare ebraismo e politica.
Tobia, il 20 giugno parteciperai alle primarie del centro-sinistra per scegliere il candidato sindaco di Roma, una città amministrata, negli ultimi anni, in modo disastroso. Toglici subito una curiosità: ma chi te l’ha fatto fare?
In realtà sono molto soddisfatto di queste esperienza e convinto del mio sogno. E’ un’ambizione che ho sempre coltivato – e non demorderò in futuro! -, e penso che per un politico essere sindaco della propria città sia un enorme traguardo da raggiungere. Detto ciò, non sono uno che si tira indietro di fronte alle sfide difficili. Anzi, credo che nella vita sia essenziale assumersi le responsabilità, e uno dei problemi di Roma è proprio che tanti, troppi tendono a non svolgere il lavoro che potrebbero e dovrebbero fare.
Molti pensano, però, che si tratti di una pura formalità e che l’apparato del partito scenderà in campo per sostenere il candidato ufficiale, lasciando poche speranze agli outsider come te…


Pulizia delle strade, trasporto pubblico e gli Uffici Pubblici che non funzionano. Se posso citarne una quarta, dico le buche. Alcuni ironizzano su questi problemi di cui sempre si legge sui giornali: ma sbagliano, perché quando l’immondizia rimane davanti al proprio portone oppure si inciampa in una voragine, tutti ne soffrono ma poi alla fine sono i più fragili a pagare il prezzo più alto.
Roma è una grande capitale internazionale, che non può vivere solo rincorrendo e tamponando le emergenze. Immaginiamo che ad ottobre tu sia eletto Sindaco, ci indichi tre priorità per rilanciare il ruolo e l’immagine di Roma nel mondo ?

2 risposte
Caro Tobia
Se mi chiama o scrive a
Daniele.Fargion@uniroma1.it
Ho un suggerimento, credo utilissimo.
Augurissimi
Leggo soltanto adesso – ahimè – le risposte, le considerazioni e le riflessioni dell’allora candidato Sindaco Tobia Zevi sui principali problemi della Città di Roma: poco male, sono trascorsi quasi due anni da quella intervista ma il complessivo stato di cose non è mutato di una virgola. I rifiuti, le buche nell’asfalto, il caos disordinato e pericoloso intorno a noi, il contrasto preventivo e repressivo al fenomeno criminale, la normale efficenza degli uffici comunali sono temi dolorosi ed irrisolti che accompagnano, ora come allora, le tristi ed insicure giornate dei Cittadini romani.
Caro Tobia Zevi, se ci sei ancora o sei hai ancora voglia di esserci, batti un colpo.