Visita di Draghi in Israele

Un sogno possibile

Mario Draghi ha terminato la sua visita in Israele, dove ha stretto accordi tra i due paesi e incontrato la comunità di Italkim. Angelica Calo Livne racconta le sue impressioni e la sua speranza

Arrivare a Yerushalaim è sempre un’emozione incontenibile e se si giunge in treno, costeggiando alberi di ulivi e piccoli villaggi, si entra nella nuova stazione costruita a 70 metri sotto terra. Si inizia a salire la prima interminabile scala mobile, poi la seconda, poi la terza e sembra di innalzarsi verso il cielo, verso qualcosa di alto, di inafferrabile….poi esci e sei travolto da mille volti, suoni, lingue, colori e odori che inebriano i sensi.

Comites Israele
La rappresentanza del Comites (Comitato Italiani all’estero) in Israele: Arik Ben Daud, presidente, Angelica Edna Calò Livne vicepresidente e Daniele Moscati.

Sasa è lontana da Gerusalemme ma l’arrivo del Primo Ministro italiano è un’occasione importante per tornare nella Città e rivedere gli amici che fanno parte della tua vita, anche se il Covid sembra averli catapultati dal cuore mille anni luce.

Ci riuniamo nella sala degli affreschi del Tempio italiano a Rechov Hillel e Draghi esordisce dicendo: “Da sessant’anni, questo Tempio rappresenta un punto di riferimento religioso, culturale e sociale per gli italiani in Israele – come voi – un pezzo d’Italia in Israele” .

Draghi ricorda i legami tra i due Paesi, parla di economia, di cultura, del prezioso apporto e del contributo degli italiani a un’Israele sempre in crescita e in movimento e sottolinea l’importanza della lotta all’antisemitismo e l’impegno a rafforzare la memoria della Shoah. “Abbiamo adottato la definizione dell’antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance per affrontare pregiudizi e stereotipi – dalle scuole all’amministrazione pubblica. Vogliamo promuovere la conoscenza della cultura ebraica nei musei italiani e coltivare il dialogo tra religioni e fedi per favorire la conoscenza reciproca.”

Draghi parla agli italiani in Israele
Il Presidente del Consiglio Draghi parla alla comunità italiana al Tempio italiano di Gerusalemme (foto: www.gov.it)

Il discorso di Draghi è breve. Non è un discorso politico, è un incontro con una Comunità che ha due cuori pulsanti, quello italiano e quello israeliano. “Le enormi colpe del nazifascismo e gli orrori della guerra non hanno diminuito l’importanza della diaspora ebraica in Italia che ancora oggi è ricca di energia, spirito, tradizione”.

E’ un discorso di affetto e di profonda stima per noi che non abbiamo dimenticato le nostre origini di nascita ma abbiamo deciso di vivere e operare nel luogo ancestrale della nostra storia. E conclude: “ Dobbiamo promuovere la tolleranza, il rispetto reciproco, l’amore per il prossimo – questi sono i veri ingredienti di una pace duratura e la storia della vostra comunità è un esempio a cui guardare con orgoglio. Grazie.

E’ stata una visita breve e il viaggio del presidente è continuato presso i nostri vicini. Sarebbe bello se anche con loro si parlasse soprattutto di attività imprenditoriali, di lotta alla violenza, di sviluppo, di ricerca e di collaborazione universitaria.

Non è un sogno impossibile, molti di noi già operano sul campo, non si arrendono e continuano ad attivare tutte le energie per promuovere quei valori che manterranno vivo il mondo e anche Yerushalaim!

Una risposta

  1. L’Italia ha adottato la definizione IHRA ma, credo, non integralmente. Bisognerà spingere il Governo a farlo, ma non sarà facile per l’opposizione della sinistra, sia estrema che in parte PD. In Toscana ad esempio, a Firenze non ə stato possibile farla adottare.

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