“Ti dico: sinceramente un po’ di tensione ci sta, anche l’ansia, ma la cosa più difficile è vedere le mie soldatesse piangere perché i loro genitori, famigliari e amici vengono chiamati come riserve.

Ti si rompe veramente il cuore perché non i sa mai come andrà a finire soprattutto in questa situazione. Non le puoi consolare dicendo che andrà tutto bene e che alla fine non fanno qualcosa di pericoloso.

Una mia soldatessa ha il papà pilota che in una missione ha avuto più di tre ore di ritardo e lei già stava pensando che fosse successo qualcosa di grave.”

Ghila C., da una base militare nel Neghev

(Foto: Tweet di IDF, Israele Defence Force)

 

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