Convegno Gregoriana Novembre 2021

Il Centro Cardinal Bea per gli Studi Giudaici della Pontificia Università Gregoriana ha organizzato una giornata di studio per celebrare il suo 20° anno di attività, che coincide anche con il 20° anno di collaborazione con il Centro per lo Studio del Cristianesimo della Hebrew University di Gerusalemme.

In tale contesto si è anche svolta la 20° Brenninkmeijer-Werhahn Lecture – che prende il nome dalla coppia olandese che generosamente ha sostenuto entrambi i centri di ricerca in questo ventennio. Numerosa la partecipazione da parte ebraica: Israel Yuval (in videoconferenza), David Meyer, Amy-Jill Levine, Karma Ben Johanan, Myriam Silvera e Yonatan Moss. Era presente anche il nuovo Ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede Raphael Schutz.

Il titolo dell’incontro era From Dialogue to Jewish-Christian Studies. Come hanno spiegato Yuval e il direttore del Bea Etienne Vetö, «l’idea è che abbiamo raggiunto un punto nelle relazioni ebraico-cristiane in cui possiamo fare un passo ulteriore e impegnarci in uno studio comune dei testi delle due tradizioni».

Al mattino infatti in un gruppo più ristretto guidato da Rav Meyer abbiamo studiato un passo del Midrash Tehillim, mentre nel pomeriggio in sessione plenaria sono state tenute due relazioni sulla parabola del buon Samaritano (Amy-Jill Levine) e sul pensiero di Rav Soloveitchik (Christian Rutishauser), con relative reazioni (Pino Di Luccio e Karma Ben Johanan).

È stato ricordato che l’incontro è avvenuto nell’anniversario della Kristallnacht, un’occasione per riflettere sul legame tra antigiudaismo e antisemitismo e un’ulteriore motivazione a impegnarsi nel dialogo e nello studio per liberare i testi dalle incrostazioni di interpretazioni sbagliate che si sono sovrapposte nei secoli.

Intervento YuvalNelle sue due introduzioni ai lavori (quella del mattino e quella del pomeriggio) Yuval ha affermato che la risposta ebraica a Nostra Aetate è venuta dall’Accademia. In Israele tra gli studiosi è emersa la consapevolezza che lo studio del primo cristianesimo è importante anche per la comprensione della Mishnah e del Talmud. Egli ha ricordato che lo studio accresce la pace nel mondo.

Levine ha sottolineato che i testi hanno sempre un loro contesto e siamo noi a scegliere come leggerli. La scelta è una nostra responsabilità. La parabola del buon Samaritano è divenuta nel corso dei secoli un luogo privilegiato della polemica antiebraica. La studiosa ne ha invece offerto una lettura ebraica, il cui senso ultimo è che è importante quello che si fa, non quello che si è.

Rutishauser ha esposto le linee principali di Halakhic Man soffermandosi in particolare sulla concezione dello tzimtzum, inteso non come un ritrarsi di Dio dalla creazione, ma come un ritrarsi dell’Eterno nella realtà dello spazio e del tempo. Tale concezione a suo dire può aiutare i cristiani a reinterpretare in modo nuovo il concetto di Incarnazione.

CONVEGNO GREGORIANAÈ stata una giornata molto intensa, che ho vissuto con sentimenti contrastanti. Avevo infatti con me l’ennesimo articolo antigiudaico – non saprei dire altrimenti – di padre Giuseppe Spadaro (“Il fatto quotidiano” 7/11/21). Dopo essersela presa sin da questa estate con i farisei, il direttore di “Civiltà cattolica” si dedica ora agli scribi, che amorevolmente egli definisce «belve umane».

È questo il problema principale del dialogo ebraico-cristiano in Italia attualmente: il divario tra quello che si fa e si dice nella ristretta cerchia degli specialisti e quello che si fa e si dice quando si parla e si scrive per un vasto pubblico. Le proteste in questo secondo caso non vengono ascoltate, né dai cristiani (l’autore dell’articolo) né dai laici (il direttore del quotidiano citato).

La registrazione dell’evento, con traduzione italiana simultanea, è visibile QUI

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Una risposta

  1. Interessanti davvero questo tipo di incontri …tra persone per bene
    Ottima cosa.
    ?
    Mi lascia abbastanza meravigliato invece che tuttora su Civiltà Cattolica si possa parlare con toni del l’antigiudaismo più tipico … Quanto a “Il Fatto Quotidiano” si conferma un percolo pubblico …senza vergogna …

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