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La terra degli ebrei, oggi

Un seminario in quattro tappe dell’associazione Lech Lechà esplora il rapporto tra nazione ed ebraismo, in un’epoca che sembra rimettere violentemente in discussione il diritto di esistenza di Israele. Ce ne parla il presidente, Davide Assael

L’orizzonte nazionale è uno dei temi che più ha diviso, e ancora divide, ebraismo ed occidente.

il corso è organizzato dall’associazione Lech Lechà

Da sempre nodo problematico, è uno dei piani attraverso cui si è veicolata l’interpretazione dell’ebraismo come forma di particolarismo etico, insensibile all’ideale ellenistico e cristiano di una fratellanza universale. I confini nazionali, che per definizione separano interno ed esterno, impongono una frattura fra «noi» e «loro», che pare la più esplicita conferma di questo pregiudizio antiebraico, del resto confermato dalle celebri parole di Esodo 3, 6: «Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa», con l’ultimo termine che in ebraico significa proprio «separato».

Critiche che, mutuate in un linguaggio moderno, si tramutano nel rifiuto di Israele come Stato ebraico e democratico, come se l’una cosa fosse in contraddizione con l’altra. Un’immagine dell’ebraismo anche introiettata da parte dell’intellettualità ebraica contemporanea, in cui l’ebreo ha assunto il ruolo di resistenza alle logiche assimilazioniste dello Stato nazione, aprendo all’idea dell’ebraismo come identità nomadica e soggettività critica.

Proclamazione Stato Israele
Ben Gurion proclama la costituzione dello Stato di Israele (17 maggio 1948)

Partendo dal momento fondativo dell’identità ebraica, quel Lech Lechà di Genesi 12, 1, che il Signore rivolge ad Abramo per esortarlo a lasciare la sua terra d’origine, il seminario si propone di indagare il rapporto fra ebraismo ed orizzonte nazionale in quattro tappe:

  1. il momento fondativo ed il legame fra ebraismo e terra;
  2. la struttura politica di Israele, che prende forma dall’incontro fra Mosè e suo suocero Yitrò, commentata da Spinoza nel suo Trattato teologico-politico;
  3. l’analisi storica dei sionismi (non solo ebraici);
  4. il rapporto fra sionismo e messianismo ricostruito attraverso il dibattito fra Gershom Scholem e Jacob Taubes.
Baruch Spinoza (1632-1677)

Un percorso fra Torah e filosofia per sfatare antichi pregiudizi e inserire l’identità ebraica nella storia di quel’Occidente che spesso manifesta il suo amore per l’umanità odiando i «perfidi judaei».

 

***

Il seminario Orizzonte nazionale e Torah si svilupperà in 4 incontri svolti da Davide Assael, secondo il seguente calendario:

Mercoledì 6 dicembre, h. 18.30 – Lech Lechà: vai verso la terra che ti
mostrerò. Quanto è grande Israele? La semantica della nazione fra
Torah e filosofia.
Mercoledì 13 dicembre, h. 18.30 – Esodo 18: Yitrò va da Mosè. La
struttura politica di Israele commentata da Spinoza nel Trattato
teologico-politico.
Mercoledì 20 dicembre, h. 18.30 – Il sionismo, o i sionismi (non solo
ebraici).
Mercoledì 27 dicembre, h. 18.30 – Sionismo e messianismo: il dibattito
Scholem-Taubes

Informazioni

Costi di partecipazione: 50 € per soci ordinari, 38 € soci
sostenitori, gratuito per soci mecenati.

Ogni incontro sarà registrato, montato e consegnato alle/i partecipanti entro la settimana di
svolgimento in diretta. Potrà essere consultato online o scaricato per un proprio archivio personale.

per iscrizioni e informazioni, scrivere a info@lechlecha.me

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