Cerca
Close this search box.
Roger Azcharà

Serata difficile quella del 13 settembre – 28 Elul 5783 al tempio Beit Ya’kov per l’Azkarà/Limud del 30° giorno in memoria di Israel Roger Cesare Hannuna z”l. Difficile per tutti elaborare la perdita di una persona cara.

Il cortile del Tempio pieno fino all’inverosimile di gente di tutte le generazioni, della comunità che Roger ha vissuto, servito, amato, che si è stretta attorno a Nadia, Gavriel, Rebecca, alla madre Pupa, alle sorelle Laura e Karen, al fratello Robert, ai cognati, ai nipoti.

Rav Di Segni discorso per Roger Hannuna z"lGli interventi in ricordo ed onore di Roger sono stati importanti: hanno parlato il Capo rabbino di Roma Rav Riccardo Di Segni, Rav Roberto Della Rocca, la rappresentante del Benè Akivà mondiale, Dario Coen e Daniel Coen.

È emerso il ritratto di un uomo che portava gioia, che serviva Hashem con gioia anche nei momenti più difficili, capace di conservare riconoscenza ed amicizia. Un uomo allegro, onesto, felice, educato: un signore, che parlava poco e trasmetteva con il silenzio i suoi valori ed il suo impegno. Che con umiltà e amore e senza troppe parole ha fatto la differenza, dando cuore, energia e tempo per il futuro dei giovani, per la famiglia, per il BA, per la comunità e per Erez Israel, apprezzato qui da noi e anche a livello internazionale.

Daniel Coen descrive Roger come integerrimo, dotato di una onestà materiale e spirituale.

Morigerato, ma anche appassionato, della musica, dello studio, delle discussioni e dibattiti continui su democrazia, libertà, dignità, ebraismo personale, futuro e Israele, impegnato e sempre ironico. Passioni comuni che hanno cementato un’amicizia, costruito un team, con un “affilamento” reciproco.

La rappresentante del Benè Akivà mondiale ha definito Roger un “ispiring role model”, un “modello ispiratore” per tutti coloro che si impegnano nel volontariato comunitario a qualsiasi livello.

Una buona ispirazione per tutti noi in vista di un nuovo Anno. I Rabbanim hanno detto che una preghiera corale va dritta al S.

Eravamo tutti lì, insieme. Che l’anima di Roger z”l sia sempre legata al Tzror a chaijm, al fascio della vita.

«Due falegnami indissero una gara a chi tagliava più legna: li divideva un muro, e il primo falegname sentiva spesso silenzio dall’altra parte. A fine giornata, il primo falegname, certo di avere vinto, dato che aveva dedicato tutto il tempo a tagliare la legna con l’accetta, si sorprese di avere invece perso e chiese al secondo: “Ma cosa stavi facendo durante il silenzio che sentivo?”. E quest’ultimo rispose: “Affilavo la lama”». (S. Covey. Seven habits)

2 risposte

  1. Roger Hannuna, amico fraterno, era persona integerrima e di grande onesta’, come ha giustamente affermato Daniel Coen. Era, inoltre, persona di grande fede, amante e geloso conservatore delle Tradizioni, che osservava e sapeva trasmettere.
    La sua figura di signore descritta da Livia Ottolenghi in seguito alla serata della Azkara’ per il trentesimo, e la sua fede, fanno realizzare che Roger ha vissuto una vita “על קידוש השם” (di “santificazione del Nome del Signore”), secondo la definizione riportata nel Talmud Babilonese, trattato di Yoma’, 86A:

    אביי אמר כדתניא (דברים ו, ה) ואהבת את ה’ אלהיך שיהא שם שמים מתאהב על ידך שיהא קורא ושונה ומשמש ת”ח ויהא משאו ומתנו בנחת עם הבריות מה הבריות אומרות עליו אשרי אביו שלמדו תורה אשרי רבו שלמדו תורה אוי להם לבריות שלא למדו תורה פלוני שלמדו‏ תורה ראו כמה נאים דרכיו כמה מתוקנים מעשיו עליו הכתוב אומר (ישעיהו מט, ג) ויאמר לי עבדי אתה ישראל אשר בך אתפאר”.

    Abbayye’ ha detto: com’e’ insegnato: [il verso] (Deuteronomio 6,5) E amerai il Signore tuo Dio [va interpretato nel senso:] Che il Nome del Cielo [del Signore] sia amato per merito tuo [e cioe’: una persona che] studia la Bibbia, la Legge Orale, che [si] appoggia [al]le persone dotte e tratta con le persone in modo mite [ed educato], cosa dice la gente di lui? Beato suo padre che gli ha insegnato la Torah, beato il suo maestro che gli ha insegnato la Torah, guai a coloro che non hanno studiato la Torah; quanto e’ decoroso il suo comportamento, quanto sono corrette le sue azioni! Di lui dice la Scrittura (Isaia 59, 3) E mi disse: Tu sei il mio servo, Israel [Roger?] nel quale sarò glorificato.
    [La traduzione e le parentesi quadre sono mie]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi:

L'ultimo numero di Riflessi

In primo piano

Iscriviti alla newsletter