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Affrontare la tempesta perfetta

Si è chiusa ieri a Glasgow la sessione plenaria dell’IHRA, che ha messo al centro gli effetti del 7 ottobre nella lotta alla distorsione e alla negazione della Shoah

qui e sotto: alcune immagini della Plenaria IHRA di Glasgow

Come fa ogni semestre, l’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) ha svolto i suoi lavori plenari, quest’anno ospitati dalla Gran Bretagna.

Partecipare alla sessione, far parte dei vari Gruppi di lavoro e Comitati che la compongono, ascoltare le esperienze provenienti dai vari continenti (sono oltre 35 i paesi aderenti, oltre a quelli osservatori e a varie organizzazioni internazionali invitate) permette di comprendere non solo l’impegno necessario per salvaguardare la memoria della Shoah oggi, che già siamo entrati nell’età in cui non avremo più i testimoni diretti a provare quello che è stato, ma anche a riflettere sulle migliori strategie da adottare contro le nuove forme di distorsione e negazione che si moltiplicano un po’ dappertutto.

“E’ la tempesta perfetta”, ha sottolineato Lord Eric Pickles, capo delle presidenza britannica, riferendosi agli effetti distorsivi che le proteste del 7 ottobre hanno prodotto in molti paesi; forse ci troviamo in una situazione più grave di quella conosciuta subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, ha aggiunto Robert Willliams (Usa), Advisor per IHRA.

Come ci si attrezza dunque per i tempi che viviamo? Partecipando ai lavori della plenaria, ci si rende conto che se oggi è molto forte il rischio di distorsioni e negazionismi della Shoah – il cocktail perfetto che avvelena l’opinione pubblica introducendo i semi del pregiudizio antiebraico – c’è anche un lavoro assiduo che si oppone a tale deriva, elaborando costantemente strategie di risposta.

Il lavoro svolto dai musei e dai memoriali della Shoah (ormai parecchie centinaia in tutto il mondo), ad esempio, è fondamentale per favorire la comprensione di ciò che è stato, e per formare le nuove generazioni allo studio del passato e alla comprensione del presente.

parte della delegazione italiana

Per nostra fortuna, musei e memoriali vengono costantemente inaugurati e riammodernati. A Glasgow, per esempio, sono state portate le esperienze di Amsterdam (da poche settimane inaugurato un nuovo Museo della Shoah, realizzato in meno di dieci anni con una partecipazione finanziaria sia pubblica che privata: un esempio per chi, come l’Italia, non ha ancora un museo dedicato esclusivamente alla shoah), Melbourne (che ha ampliato il museo inaugurato fin nel 1984, in un paese che in percentuale è stato uno di quelli che ha ospitato il maggior numero di sopravvissuti in rapporto alla popolazione ebraica residente), ma anche Portogallo, Slovacchia, Lituania, per chiudere con Israele, dove il museo del Kibbutz Yad Mordechai è stato assaltato il 7 ottobre, fortunatamente subendo solo danni non irreversibili.

Nel comitato dedicato allo studio dei genocidi e dei crimini contro l’umanità si è illustrato il caso del Sudafrica, dove 3 musei (a Johannesburg, Durban e Città del Capo) promuovono la conoscenza della shoah, anche in onore dei venti sopravvissuti che oggi vivono nello Stato africano; così come è stato posto l’argomento, politicamente attualissimo, di studiare la Shoah insieme ad atri genocidi, nonché di scegliere fra questi quelli più significativi e come narrarli, a dimostrazione, come le tensioni latenti tra alcuni paesi membri (Serbia, Croazia, Bulgaria, Macedonia del Nord) hanno mostrato in passato e in parte anche a Glasgow, che lavorare sulla preservazione della memoria richiede uno sforzo scientifico e diplomatico costante.

L’Italia, la cui delegazione è guidata dall’amb. Luigi Maccotta, era presente come sempre su tutti i tavoli. Nel gruppo Musei e Memoriali Simonetta Della Seta, dopo essere stata chair nel 2023, ha composto la troika che ha guidato i lavori (assieme a Israele e Australia), mentre Amedeo Spagnoletto ha illustrato alcuni dati relativi a come i musei italiani stanno, o debbano, elaborare una strategia efficace in risposta al 7 ottobre. Nel Gruppo dedicato al genocidio di Sinti e Rom, Michele Sarfatti ha partecipato ai lavori che hanno esaminato le Raccomandazioni per il suo studio; Sira Fatucci e Paola Deiana hanno partecipato ai lavori sul Gruppo Educazione; Gadi Luzzatto Voghera a quello sul mondo universitario e al comitato sull’antisemitismo.

In attesa di lavorare sulla base delle raccomandazioni e delle linee guide messe a punto nella sessione plenaria riservata ai capi delegazione, i lavori IHRA ora proseguiranno in vista della sessione invernale, che si terrà a Londra.

 

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