Ha Bait: parlano i candidati

Judith Di Porto

Seconda di quattro figli, devo molto del mio carattere e del mio ebraismo all’ambiente familiare.

Mio padre, Renato, ci ha insegnato ad amare il Tempio, la Tefillà e i suoi canti tradizionali, poiché è stato il tenore solista sia del Tempio di Bologna che del Tempio Maggiore di Roma. La formazione successiva si è sviluppata grazie al Collegio Rabbinico, alla Scuola Vittorio Polacco, alla preparazione e al conseguimento dell’abilitazione statale tramite Concorso e ad un considerevole numero di Corsi di aggiornamento, sia di lingua e cultura ebraica che relativi alle discipline curriculari. Sono un tipo vivace, abbastanza poliedrico, che cerca di realizzare i Progetti in cui crede, senza lasciarli incompiuti. Durante l’incarico di Coordinatrice didattica presso gli Asili Toaff, con la collaborazione delle insegnanti e con il sostegno dell’UCEI, grazie all’otto x 1000, è stata pubblicata l’ “Haggadà Havivà”, l’Allegra Haggadà, oltre ad altri testi per bambini, sulle principali Tefillot, sullo Shabbat, sui Re d’Israele, sull’apprendimento della musica in tenera età.

Ritengo che l’Unione delle Comunità abbia un ruolo fondamentale per dare la dovuta forza istituzionale a tutte le Comunità, per rafforzarle, per proteggerle e sostenerle secondo le diverse necessità, per unificare eventi e organizzare momenti d’incontro che permettano di non lasciare isolate le zone meno numerose. Penso che l’ebraismo di ciascuno di noi vada salvaguardato con convinzione e fermezza. E’ un patrimonio culturale, uno stile di vita personale e collettivo di cui andare orgogliosi. Il periodo in cui siamo immersi è grave, vede di nuovo dei focolai di emarginazione e dei pregiudizi antichi che tornano alle cronache. L’UCEI ha, tuttavia, una veste riconosciuta e capace di agire e far emergere le nostre voci per tenere alta la dignità, i valori, le ragioni dell’Ebraismo italiano e pretendere lo stesso rispetto che noi abbiamo per gli altri. Mi piacerebbe dedicarmi in particolare al mondo giovanile, aiutare i ragazzi più grandi ad incontrarsi, a viaggiare insieme, a conoscere meglio Israele. Vorrei ascoltarli per conoscere le realtà e ricevere concreti suggerimenti; proporrei dei Corsi di Formazione integrativi e Progetti sperimentali.

 

 

 

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