Chi conosce Etty Hillesum?

Domenica, a Roma, una doppia iniziativa per tornare a leggere (e a riflettere su) le pagine di una giovane donna capace di resistere, con la scrittura, alla Shoah

qui e stotto: Etthy Hillesum (1914-1943)

«A ogni svolta della strada, l’intero panorama cambia all’improvviso» scrive Etty Hillesum nelle pagine del suo diario riflettendo su un cammino che si snoda tra introspezione, osservazione minuta e le molte stupite epifanie che a tratti illuminano frammenti di spiritualità come anche le esperienze quotidiane di uomini e mondi. Chi legge nei Diari e nelle Lettere dei suoi giorni difficili tra incertezze personali e il crescere della persecuzione, ha la possibilità di sfiorare «l’ampio, eterno flusso» di una ricerca che dalla diltheyana filosofia della vita giunge alla celebrazione di una personalissima costellazione religiosa. In questa esplorazione senza vincoli e nella immensa passione per ciò che profondo, invisibile e spirituale segna la vita dell’uomo, si radica l’eredità di questa giovane donna ancora viva negli anni malgrado il mutare delle culture e delle speranze.

Etty Hillesum era nata nel 1914 a Middelburg, in Olanda, in una famiglia ebraica della borghesia intellettuale ed era cresciuta ad Amsterdam in un ambiente laico e culturalmente stimolante, in cui l’ebraismo era vissuto più come un senso di appartenenza etica che come pratica religiosa. Aveva studiato giurisprudenza, ma poi aveva scelto la letteratura, per passione ma anche per vocazione rivolgendosi alla lingua dei grandi scrittori russi e alla poesia tedesca e aveva iniziato a soffrire di disturbi fisici a tratti invalidanti.

Decisivo in questa sua giovinezza incerta fu l’incontro con Julius Spier, psicochirologo e allievo di Jung. Con lui stabilì un legame profondo che divenne sempre più intimo e complesso e che la guidò alla “scoperta” di una vita che non fosse – come voleva Hofmannsthal – fatta solo di apparenza. La Hillesum, iniziò con la sua guida e i suoi suggerimenti, infatuata e speranzosa, a scrivere un diario insieme ingenuo, letterariamente significativo e profondo, in cui registrare emozioni e sensazioni, letture ed esperienze – dalle abissali alle più elementari. Si convinse che per cambiare il mondo, era necessario conoscersi e, soprattutto, ci si doveva abbandonare e trasformare, estirpando ciò vi è di violento e distruttivo in ogni essere umano: “ogni atomo di odio che aggiungiamo a questo mondo, rende il mondo ancora più inospitale”. Nel processo terapeutico si fece  largo una nuova sensibilità religiosa aperta e priva di dogmi. La lettura dei testi sacri, la spiritualità e la preghiera sono tra i protagonisti di questo intimo romanzo di formazione e rappresentano il passaggio verso una trascendenza benevola ed entusiasmante.

Julius Spier (1887-1942)

Con l’avanzare dell’occupazione nazista, la situazione per gli ebrei olandesi si fece sempre più drammatica. Nonostante avesse la possibilità di sopravvivere, almeno provvisoriamente, scelse da subito di condividere il destino del suo popolo scegliendo di risiedere in un campo di transito per prendersi cura degli altri perseguitati. Aveva 29 quando fu uccisa ad Auschwitz nel novembre 1943, insieme ai genitori e a un fratello. Di lei e della sua esperienza rimangono i diari lasciati all’amica Maria Tuinzing perché rimanessero come testimonianza della sua vita e di una ricerca ricca di luce.

Una storia ancora aperta in cui fioriscono le interpretazioni che colgono aspetti particolari e meno noti della sua vita o tentano nuove interpretazioni. Due volumi arricchiscono in questi giorni la letteratura critica quasi sterminata sulla giovane donna. Il primo scritto da una studiosa olandese, Alexandra Nagel e pubblicato da Apeiron Editori, una casa editrice che ha da sempre dimostrato una particolare attenzione alla figura di Etty Hillesum, è dedicato alla figura controversa e, in fondo, poco nota di Julius Spier (Etty Hillesum- Julius Spier. Nuova luce sulla loro relazione); il secondo è una raccolta di saggi pubblicati nel numero speciale della rivista delle amicizie ebraico cristiane “Avinu” che raccoglie saggi di documentazione e di interpretazione sul confine del dialogo e della condivisione.

I due volumi verranno presentati domenica 9 marzo alle ore 16.30 a Sala Margana, Piazza Margana 41

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