Un libro su ebraismo e uguaglianza

L’Ucei dà seguito al progetto del 2023 sull’uguaglianza pubblicando ora un volume sul tema (Ogni uomo a immagine di Dio. Riflessioni sul principio di eguaglianza, a cura di Michael Ascoli, Raffaella Di Castro, Saul Meghnagi, Treccani, Roma, 2025)

“Legge e legalità. Le armi della democrazia”: è questo il titolo del Convegno – organizzato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dalla Presidenza del Consiglio – tenutosi presso l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana il 26 gennaio 2016, in relazione con la Giornata della Memoria.

il volume nasce dal Progetto “Art. 3: diversi tra uguali” dell’Ucei

L’incontro – presentato come una riflessione tesa a legare, come si legge nella presentazione, “La memoria della Shoah a una integrazione di diritti dell’Uomo dell’Unione europea” – offriva un’estrema ricchezza di contenuti riproposti, a cura di Giorgio Giovannetti, con lo stesso titolo, in un Supplemento (al vol. 82, n.1 di gennaio – aprile 2016) de “La Rassegna mensile di Israel”.

Pochi anni dopo, il 16 marzo 2023, l’Unione delle Comunità ebraiche italiane avviava, presso la Corte costituzionale – con il contributo di autorevoli relatori, tra i quali la senatrice Liliana Segre – il progetto “Diversi tra uguali. / 75 anni dalla Costituzione 1948 /2023” finalizzato a un’ampia discussione sul principio di uguaglianza, sancito dall’art. 3 della Costituzione stessa.

Il progetto – del quale si dà ampiamente conto sul sito dell’Ucei, https://www.ucei.it/studi-ricerche/articolo-3-diversi-tra-uguali/ – prevedeva la realizzazione di dibattiti realizzati in varie città italiane su diversi aspetti dello stesso principio di uguaglianza e un ulteriore approfondimento costituito da saggi redatti da studiosi di diverse discipline, con un significativo apporto di esperti di materie ebraiche.

Il volume qui presentato raccoglie tali saggi e consente di comprendere le ragioni per le quali l’Ucei è impegnata, con continuità nel tempo, sul tema: la convivenza civile e il rispetto di tutte le minoranze, tra le quali quella ebraica, in Italie e in Europa non è data una volta per tutti, ma costituisce un obiettivo da perseguire, salvaguardare, precisare.

Le riflessioni di carattere etico-filosofico, offerte nel testo, evidenziano l’esigenza di un ineludibile nesso tra eguaglianza e diversità. Non mancano i quesiti su quale sia oggi è il senso dell’eguaglianza. Analoghe domande riguardano gli ostacoli da rimuovere e le risorse da sviluppare affinché tale principio si esplichi in una validità sostanziale e non solo formale.

qui e sotto, alcune delle tappe del progetto

La stessa presentazione del libro mette in luce come il dibattito in corso sulle ragioni di una profonda crisi, che tocca varie sfere della vita civile, appaia, oggi, confuso. Se si entra nei dettagli, dall’analisi degli specialisti non emerge una narrazione unica: la grande varietà di posizioni, riferimenti, conclusioni a cui giungono diversi studiosi mostra con chiarezza, da oltre un decennio, la molteplicità delle interpretazioni e dei dati usati per costruire deduzioni e giudizi. Da ciò la difficoltà di individuare le modalità con cui uscire dalla crisi stessa, nella quale le ragioni di conflitto sembrano trasformarsi nel corso del tempo.

Uno dei problemi più complessi dello sviluppo sociale, in Occidente, come in altre parti del mondo, appare quello di definire nuove regole di convivenza civile: la mobilità geografica di ampie fasce di popolazione pone problemi di integrazione e di inserimento sociale, paralleli all’innegabile mutamento dei valori, delle loro modalità di validazione, delle diverse forme di trasmissione, elaborazione, acquisizione del sapere.

Lo stesso sviluppo della democrazia sarà l’esito di una dialettica tra modi di essere e di pensare lontani tra loro e sempre in maggiore contatto.

L’Italia non è estranea a tale processo: al pari di molti altri paesi europei, presenta un cambiamento sociodemografico inedito e la compresenza, sul suo territorio, di persone di diversa cultura, fede, sensibilità.

Non è facile, probabilmente è impossibile, prevedere siano le possibili forme di convivenza future e, a fronte dei mutamenti in atto, quali siano le prospettive a lungo termine. In particolare, non è chiaro se vi sia un ritorno alla religione o un’accentuata tendenza alla secolarizzazione.

La reazione ai processi di modernizzazione, a volte, ha la forma del recupero di tradizioni culturali e religiose usate in opposizione alla trasformazione in essere, combattuta in sé e non solo per i suoi possibili effetti negativi. In modo specifico, il conflitto sembra accentuare la storica divaricazione tra laicità e religione.

I cambiamenti costringono, di fatto, a porsi molti interrogativi che toccano la minoranza ebraica italiana e le comunità ebraiche europee. Il riaffermarsi di identità religiose è parte della stessa modernità, della quale mette in luce i limiti costitutivi. Emerge, infatti, come la concezione democratica fondata su regole e norme fondamentali, come le Costituzioni, a base della convivenza civile e della laicità dello Stato, sia frutto di un processo culturale geograficamente connotato.

Le comunità ebraiche italiane – non estranee a questo complesso e dinamico processo di cambiamento – hanno operato, sul piano educativo e sociale, per la salvaguardia della propria continuità culturale e la partecipazione democratica alla crescita del Paese.

La storia degli ebrei è segnata da periodi di sofferenza e di dolore – ancora oggi presente nella violenza e nel rifiuto – ma è stata anche fonte di sensibilità politica e culturali: per questo è possibile non cedere al pianto e alla chiusura su sé stessi, ma perseguire il conseguimento di quell’uguaglianza per la quale hanno lottato, nel nostro Paese, ebrei e non ebrei.

La Costituzione italiana consente a ogni comunità la salvaguardia della propria identità, in una democrazia fondata su solidarietà, diritti e doveri propri della cittadinanza. Il rapporto tra lo Stato laico e le diverse confessioni religiose è materia di costante analisi, confronto, ridefinizione in una dinamica tra sistemi di valore che possono e devono trovare una loro sintesi.

È questa la scommessa da vincere – di drammatica attualità dopo la strage del 7 ottobre e le molteplici guerre che attraversano il mondo – ai fini di una pacifica convivenza tra diversi sia nel nostro contesto nazionale sia nella stessa relazione tra paesi vicini e lontani.  Per l’insieme di questi motivi, in uno dei momenti più drammatici della propria storia, l’ebraismo italiano ha dedicato un particolare impegno non solo a difendere sé stesso e le proprie ragioni, ma a interrogarsi sul modo con cui contribuire allo sviluppo della società e della democrazia.

Come accennato in apertura, sin dal 2016 l’Ucei aveva avviato una riflessione sui diritti dell’uomo e del cittadino nell’unione europea. L’analisi proposta negli incontri del 2023 e nei saggi del volume evidenzia come molti interrogativi siano ancora aperti e si ripresentino, spesso in forma nuova e complessa.

Per saperne di più e acquistare il volume

Il progetto è il frutto di una ricca elaborazione da parte della Commissione cultura dell’Ucei e, in particolare del Comitato costituito nel suo ambito e costituito da Gloria Arbib, Massimiliano Boni, come Coordinatore, Elio Carmi z.l., Ariel Dello Strologo, Davide Jona Falco, Saul Meghnagi. 

Il libro, che chiude questo lavoro, contiene saggi di Michael Ascoli, Sofia Belardinelli, Massimiliano Boni, Enrico Campelli, Roberto Della Rocca, Raffaella Di Castro, Saul Meghnagi, Nicoletta Pannuzi, Telmo Pievani, Federica Pintaldi, Benny Porat, Nahum Rakover, Mario Ricciardi, Marina Sabatini, Milena Santerini, Loredana Sciolla, Michael Sierra, Jonathan Waltuch, Shmuel Wygoda.

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