Macron Le Pen ballottaggio

Macron o Le Pen?

Un’analisi di Joel Terracina sulle elezioni presidenziali in Francia, il cui risultato avrà effetti su tutta l’Europa.

Nel mese d’Aprile 2022, i cittadini francesi sono chiamati a eleggere il presidente della Repubblica attraverso il voto diretto mediante un sistema elettorale maggioritario con doppio turno.

candidati alla presidenza francese I candidati alla presidenza della repubblica sono dodici, solamente i due più votati  al primo turno passanno a quello successivo. L’elezione diretta del presidente assieme all’utilizzo della formula maggioritaria è stata voluta dal costituente francese per ovviare alle crisi del parlamentarismo che spesso sfociavano in vere e proprie crisi governative e in un continuo ricorso alle urne da parte dei governi per poter raggiungere nuovi obiettiviTutto ciò ha spinto il legislatore francese ad intervenire cambiando la forma di governo, optando quindi per un sistema di tipo semipresidenziale.

Negli ultimi anni, la Francia è stata scossa da una serie di attentati di matrice islamistica, dal caro vita, dall’emergenza relativa alla mancanza di sicurezza nelle periferie di Parigi e dintorni dove si sono verificati dei veri e propri episodi di guerriglia urbana contro lo stato.

Jeremy Cohen e i suoi genitori
Jeremy Cohen con i suoi genitori

Infine, bisogna ricordare i gravi atti di natura antisemita che si sono perpetrati ai danni delle comunità ebraiche locali e in altri casi in veri e propri omicidi nei confronti della minoranza ebraica, basti ricordare il caso di Ilan Halimi giovane ebreo francese rapito e barbaramente ucciso da una banda che amava definirsi “ Barbari” assieme a quello di Mirelle Knoll, donna anziana di fede mosaica sopravvissuta all’olocausto, defenestrata dal suo appartamento a Parigi sempre per odio antisemita.  L’ultimo caso, quello di Jeremy Cohen sfuggito a un tentativo di aggressione da parte di una banda a Bobigny e ucciso dal passaggio di un tram mentre stava fuggendo dai suoi aguzzini.

Tutti questi elementi assieme a quello della crisi economica, alla rottura del meccanismo dell’ascensore sociale sembrano aver giocato un ruolo importante nella campagna elettorale per le presidenziali. Se guardiamo con particolare attenzione ai programmi dei candidati, in particolar modo a quelli dell’estrema destra, si riscontra un chiaro tentativo di offrire una risposta ai problemi della sicurezza offrendo ricette troppo obsolete: le espulsioni di massa assieme alla difesa del territorio, dall’altro lato, invece, l’estrema sinistra prova a fungere da catalizzatore di tutti gli esclusi promuovendo anche essa ricette irrealizzabili.

Marine Le Pen è alla sua terza campagna presidenziale

L’elemento più inquietante in questa campagna elettorale è la prosecuzione dell’intera rottura del baricentro politico moderato dei vecchi partiti tradizionali quali: il partito socialista, e la formazione neogollista che hanno purtroppo aver perso molto terreno, una tendenza che si è intravista 5 anni fa e che si è concretizzata anche in questo caso al primo turno.

I sondaggi danno al secondo turno il presidente uscente Macron, separato da una piccola forchetta da Marine le Pen, leader del Fronte Nazionale che cerca di accreditarsi come il volto nuovo, di una destra in giacca e cravatta in grado di governare il paese e soprattutto anti elitista per eccellenza, nonché difensore del popolo.

Una possibile vittoria di Marine le Pen, sarebbe un terzo shock negativo (dopo l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue con la Brexit e la guerra tra Ucraina e Russia) per la Francia intera, per l’Europa, per la Nato e in particolar modo per la minoranza ebraica che non potrebbe più vivere nel paese essendo in questo caso obbligata a emigrare.

Emmanuel Macron cerca la rielezione (nella foto: l’incontro con il presidente del Concistoro ebraico di Parigi, Joel Mergui nel 2018, foto AFP Yoan Valat)

Il rischio è concreto, resta da capire come voterà il popolo francese che si è dichiarato stanco e deluso anche causa della pandemia e delle misure adottate per fronteggiare il virus.  La Francia è uno dei paesi fondatori della Ue, siede all’interno del consiglio di sicurezza dell’Onu in qualità di membro permanente e dispone del potere di veto; una vittoria della Le Pen, sarebbe un terremoto non solo per Parigi  ma una vittoria per i regimi autoritari ed una sconfitta per le democrazie.

La Francia è per sua natura un laboratorio politico importante in quanto è sempre stata anticipatrice di idee, movimenti e fermenti ecco perché bisogna guardare con grande attenzione a questa nazione, cercando d’interpretare i cambiamenti sociali e il comportamento elettorale che è per sua natura politologica diverso se andiamo a esaminare gli assi e le culture politiche che lo determinano: il centro e la periferia, la città e la campagna, il nord e il sud del paese.

2 risposte

  1. Sig. Terracina, posso dirle che gli ebrei di Francia siano costretti a emigrare se vincesse Marine Le Pen è una fesseria ?
    Io frequento la Francia dagli anni ’70 dello scorso secolo e conosco molti francesi ebrei che votano Le Pen per svariati motivi.
    Casomai saranno i nord-africani disoccupati o clandestini a dover rientrare nei loro paesi d’origine.

  2. Mettere nella codizione gli Ebrei nella scelta di espatriare, è sempre stata la soluzione peggiore.
    Ogni stato, ogni cultura che abbia costretto gli ebrei ad andarsene, ha sempre dato come risultato il fallimento dei paesi.
    In sostanza l’ebraismo la cultura Ebraica, è sempre stato l’elemento grigio(intelligenza) delle nazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Condividi:

L'ultimo numero di Riflessi

In primo piano

Iscriviti alla newsletter