Ha Bait: parlano i candidati

Saul Meghnagi

Mi candido per continuare un lavoro condotto durante gli anni passati in Consiglio: la riflessione e la formazione , soprattutto dei giovani, alla convivenza civile e democratica in Italia; una convivenza che deve partire dal rispetto e dalla salvaguardia della nostra Tradizione; una convivenza che va difesa con determinazione, coraggio e dignità.

Se penso alla mia esperienza in Libia, dove sono nato e cresciuto, ho molti ricordi. Ci sono tante cose belle, il mare, il sole, gli amici…C’anche il ricordo dell’ostilità che ci circondava come ebrei. C’è, tuttavia, un ricordo che ha inciso fortemente nel mio modo di essere e di pensare. E’ quello di un uomo, Ibrahim Duella, un arabo, che, durante i disordini antisemiti del 1967, rischiò la vita per portare da mangiare ai miei familiari barricati in casa. Questo pensiero mi aiuta a ritrovare la fiducia e la speranza anche quando l’ostilità verso noi ebrei si fa dura.

Il mio  timore oggi è in parte analogo a una paura che noi ebrei avevamo in Libia,  quello delle domande che chiunque poteva rivolgerti per strada per sapere quali fossero non solo i tuoi legami concreti, ma i tuoi pensieri sul sionismo o su Israele. Oggi rivivo, in parte, questo timore pensiero e mi candido per sostenere – come ho fatto in tutti gli anni passati –  il nostro diritto a essere cittadini che, a testa alta devono poter esprimere le proprie idee e la propria identità

Gli ebrei libici, dei quali faccio parte, sono un esempio eccezionale di integrazione, come dimostra il percorso fatto nella nostra comunità. Nel passato hanno dovuto convivere con tante culture diverse nel loro contesto di vita e di lavoro: gli arabi, gli italiani, gli inglesi, gli americani… un continuo cambiamento di interlocutori nel passaggio tra le generazioni. Credo che l’ebraismo sia il filo rosso che ha guidato la loro vita e la loro resistenza, facendo dell’impegno nel lavoro e nello studio dei valori fondanti. Per questo penso che vada trasmessa ai giovani la capacità e il coraggio di continuare ad essere ebrei senza paura

Sono convinto che i nostri giovani debbano coltivare con cura la loro appartenenza a un paese che può vantare una delle Costituzioni più belle del mondo, una Carta che nel suo articolo 3 afferma l’uguaglianza di tutti i cittadini. Questo testo fondamentale per il nostro futuro in Italia deve essere coltivato nel rispetto di una Tradizione che ci è stata trasmessa come riferimento essenziale per una vita coerente e retta. Questa solidità di riferimenti deve portare i nostri giovani e noi stessi a un rapporto con chiunque a testa alta, sicuri di sé e di chi siamo. Questo è l’impegno che ritengo di dovere e potere assumere per il futuro-

 

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