Un incontro per parlare di Israele
Martedì 27 maggio alle 20:30 si terrà in diretta zoom un incontro organizzato dalla Associazione Italia Israele di Milano della serie “Voci da Israele” dal titolo “Israele: solidale, non coeso”, con Jonathan Sierra.

Nel corso degli ultimi due anni, Jonathan Sierra ha già tenuto alcuni incontri via zoom nel quadro delle attività dell’Associazione. L’intento è quello di offrire agli amici italiani analisi e riflessioni sulla società civile israeliana che trascendono dalle notizie dei telegiornali e provano invece a proporre considerazioni che si basano sulla conoscenza profonda delle dinamiche interne al paese, e non si limitano a trattare lo stato del conflitto fra Israele, i Palestinesi e gli altri paesi arabi coinvolti direttamente o indirettamente.
Israele, è sempre utile dirlo, è molto di più della somma delle sue guerre, delle sue innovazioni tecnologiche e delle due scoperte archeologiche. Israele è una democrazia viva, che sta attraversando dei cambiamenti a loro modo epocali, sull’onda di profonde tensioni sociali, politiche ed istituzionali.
L’angolo dal quale Jonathan Sierra guarda tutto questo è quello dell’attivismo sociale: dopo aver cominciato a partecipare alle manifestazioni a Gerusalemme a partire dal gennaio 2023, insieme a molti cittadini preoccupati che la riforma giudiziaria proposta a sorpresa da Yair Levin potesse cambiare la natura stessa della democrazia israeliana, è stato poi naturale per, dopo il 7 ottobre, partecipare a quella mobilitazione della società civile che come è noto si è di fatto sostituita per giorni, settimane e in alcuni campi anche per mesi, allo stato, congelato dalla sorpresa dell’attacco efferato e purtroppo di grande successo da parte dei terroristi di Hamas.

Che cosa fa sì che in un paese iper politicizzato, in cui tutti hanno opinioni molto ben definite su tutto, e ciascuno si sente parte di una categoria ben delimitata, originata spesso dalla sua provenienza europea o nordafricana, o dal livello di religiosità, riconoscibile perfino dalla foggia dei vestiti e della forma o tessuto della kippà, ma tutti, al momento del bisogno (beh, quasi tutti, almeno) si ritrovino con la stessa divisa a combattere e a salvarsi la vita a vicenda senza l’ombra di una discussione? E’ il paradosso della società israeliana, frammentata in vere e proprie tribù (descritte in un famoso discorso dell’allora Presidente Rivlin), ma allo stesso tempo incredibilmente solidale nell’emergenza.
E che cosa sta cambiando, a livello di iniziative di incontro fra i settori così distanti e “tribalizzati”, dopo oltre un anno e mezzo di guerra, la più lunga dalla fondazione dello stato, anche più di quella di Indipendenza, ormai? Quanto incide su questo bisogno di incontrarsi, di parlarsi, l’esperienza dei riservisti, che in tutto questo tempo sono quelli che hanno passato quantità di tempo considerevoli proprio con commilitoni provenienti da tutti i settori, vicini o lontanissimi ai loro?

Su questi temi fra altri si soffermerà Jonathan Sierra martedì sera, per poi analizzare alcune delle grandi sfide che Israele deve affrontare per poter crescere come paese e come democrazia. Solo per fare qualche esempio, la gestione dei divari socioeconomici, e in particolare del divario fra centri e periferie, sempre più profondo anche a valle della reintegrazione degli sfollati nelle zone abbandonate per oltre un anno; e poi la complessità della gestione dello stato civile dei cittadini, fra stato laico e rabbinato; e infine il tema, scottante, dell’arruolamento nell’esercito del settore ultra ortodosso.
In un momento in cui la cronaca della guerra in Israele (cui si aggiunge sempre più preoccupante la cronaca nera all’estero) finisce per occupare tutti gli spazi liberi delle nostre giornate, è particolarmente importante creare invece degli spazi, come questo incontro di martedì sera, in cui si parla della società israeliana in modo più ampio, a 360 gradi.
Per partecipare:
DIRETTA ZOOM:
https://bit.ly/3LxEe1I
MEETING ID:
876 2689 8447
PASSCODE:
676098