trottole in cinese

Forse sono le prime trottole (sevivon) di Hanukka realizzate con ideogrammi cinesi.

Le ha prodotte e distribuite in onore degli olim da Kaifeng l’associazione israeliana Shavei Israel, la cui missione è mantenere saldi i legami tra lo Stato di Israele e i discendenti degli ebrei della Diaspora.

“Un grande/miracolo/è avvenuto/qui”, dicono le facce del popolare sevivon, questa volta non in ebraico o in caratteri latini, ma in mandarino. E in effetti, a ben pensarci, è davvero un miracolo che i discendenti dell’antica comunità di Kaifeng, una città nella provincia di Henan in Cina, siano riusciti a raggiungere la Terra Promessa.

Sinagoga di Keifeng
L’antica sinagoga di Kaifeng

La storia della Comunità di Kaifeng è molto particolare. Fu fondata da ebrei iracheni o persiani, che attraversavano la Via della Seta intorno al 7°, 8° secolo.

Furono chiamati “Ebrei “Tiaojiaojin” (religione che rimuove i tendini), per la regola della casherut di togliere il nervo sciatico dagli animali. I loro cognomi ebraici, assegnati dall’imperatore durante la dinastia Ming sono in uso ancora adesso: Ai, Shi, Gao, Gan, Jin, Li, Zhang or Zhao.

La Comunità era al suo massimo splendore nel 1500, con 5000 membri. Poi è stata colpita da conversioni, guerre, disastri, ha subito le regole anti-religiose del regime comunista, fino a ridursi ad appena 1000 persone, delle quali forse un centinaio osservanti, e per di più senza un rabbino per almeno un secolo. 1000 può sembrare un numero alto, agli occhi di noi italiani, ma comparato alla popolazione cinese è senza dubbio molto scarno.

La prima sinagoga di Kaifeng fu costruita nel 1163 e tre volte distrutta e ricostruita. Qui le preghiere si svolgevano in ebraico e in mandarino e gli uomini portavano una kippà azzurra.

Per anni gli ebrei di Kaifeng hanno vissuto isolati dal resto del mondo ebraico, che non conosceva la loro esistenza, finché, nel 1605, il gesuita italiano Matto Ricci non incontrò un ebreo di Kaifeng in viaggio a Pechino.

L’isolamento e l’assenza o quasi di antisemitismo hanno portato a una assimilazione e al declino dell’osservanza religiosa, tanto che nel 1644 la Sinagoga fu venduta e i Rotoli della Torà presi da librai di altri paesi.

Solo alla fine degli anni ’80, con l’inizio delle relazioni diplomatiche tra Cina e Israele, l’arrivo di turisti israeliani a Kaifeng ha risvegliato le antihe tradizioni, tanto che nel 2015 si è tenuto nella città un seder di 50 persone.

Oggi un gruppo di ebrei di Kaifeng è riuscito a raggiungere Israele e proprio a loro, alla loro resilienza, Shavei Israel ha dedicato i sevivon in mandarino.

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