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Nevè Shalom, in ebraico, Wahat as-Salam, in arabo, è un luogo unico, più che unico: è il sogno di una pace possibile, capace di superare divisioni, rivalità e rancori.

Il suo visionario fondatore, Bruno Hussar, moriva l’8 febbraio del 1996 a Gerusalemme.

Bruno Hussar (1911-1996)

Ebreo egiziano, emigrato a Parigi, si converte nel 1934 al cristianesimo ma questo non lo protegge dall’antisemitismo e dalle leggi naziste. Seguendo la sua vocazione, viene ordinato sacerdote nel 1950 e poco dopo si trasferisce in Israele dove viene a contatto con la dura realtà della guerra. Matura così l’idea che si possano costruire le basi per vivere insieme in pace, uguaglianza e collaborazioni e che il modo migliore per farlo sia costruire una villaggio in cui membri ebrei e arabi palestinesi si impegnino a lavorare insieme per educare alla pace e alla fratellana.

Il progetto prende vita nel 1976, su una collina della valle di Ayalon, a 30 chilometri di distanza sia da Gerusalemme che da Tel Aviv. Nevè Shalom, Wahat as-Salam cioè rispettivamente in ebraico e in arabo, vuol dire Osasi di pace e lo è davvero: le persone che vi abitano, per metà ebrei e per metà arabi ma tutti cittadini israeliani, sono impegnati in importanti progetti di educazione alla pace.

Hussar agli inizi di Nevè Shalom

I giovani, in particolare i giovanissimi, sono un risorsa importante, perché saranno loro a costruire il futuro di questo villaggio e di questa terra: “una nuova generazione di cittadini ebreo-arabi, che abbia imparato ad aprirsi alle ragioni dell’altro, al dialogo, a mettere in dubbio i propri punti di vista per accogliere quanto di buono e di vero vi è nelle idee degli altri” l’ha definita lo stesso Bruno Husser.

Nevè Shalom, Wahat as-Salam ospita anche un centro di meditazione, Bet Dumia/Bet as-Sakina (Casa del silenzio) aperto a tutte le religioni, nato per riflettere sulle possibili soluzioni ai conflitti che insanguinano

Oggi alle 14 su RadioTre, la trasmisisone WikiRadio sarà dedicato alla storia di Nevè Shalom, Wahat as-Salam ricorderà il fondatore, nell’anniversario della sua morte.

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