Ha Bait: parlano i candidati

Livia Ottolenghi

 

Livia Ottolenghi

Mi chiamo Livia Ottolenghi, ho 63 anni, sono sposata con Massimo Gai e madre di tre figli – Alessandro, Elena e Daniele.

Sono professore di Odontoiatria alla Sapienza, e da sempre dedico tempo ed energie alle istituzioni ebraiche: Asili, Scuole, CER e UCEI, dove sono assessore uscente all’educazione e, in precedenza, anche quello alle politiche giovanili.

In questi anni ho lavorato in grande sintonia con tutti i professionisti che operano nell’UCEI, per costruire una rete educativa ebraica solida, sostenendo progetti formativi ed editoriali, indipendentemente dall’area “politica” di provenienza, utili a tutte le scuole e coordinando iniziative di zedakà, empowerment giovanile e analisi critica dei contenuti distorti nei libri di testo.

Ho curato con la CEI schede condivise sull’ebraismo per i testi IRC e promosso l’accordo tra UCEI e Hevrat Yehudei Italia per progetti in Israele rivolti agli insegnanti e agli studenti del Collegio Rabbinico e rafforzato la collaborazione con la Israel National Library.

Ho promosso anche la possibilità per UCEI di proporre corsi accreditati sulla piattaforma SOFIA del MIM, la collaborazione con il Ministero e ho partecipato ai Viaggi della Memoria con le scuole del Paese.

Come candidata HaBait 2025, il mio obiettivo è chiaro: rafforzare i legami tra le Comunità, valorizzare le competenze, idee e contributi di tutti e affrontare insieme, con unità e responsabilità, le sfide che ci attendono.

 

Leggi tutto il numero: Riflessi novembre 2025

2 risposte

  1. Gentilissima prof. ssa , ora che è stata eletta presidente dell’UCEI ha rilasciato intervista un cui racconta giustamente costernata che l’antisemitismo ha raggiunto livelli allarmarti e che la vita degli ebrei in tutto il mondo è diventata più difficile per via di un odio diffuso che si estende a macchia d’olio. Questo effetto è indiscutibilmente legato ad una precisa causa: il genocidio di Gaza. Io amo molto la cultura ebraica, ho letto diversi libri dei vostri più importanti scrittori , ogni domenica vedendo con Rai Tre la trasmissione “Protestantesimo” ascolto con piacere le storie uniche, drammatiche ma anche bellissime del popolo ebraico . Ho letto moltissimo sulla Shoah , ho comprato tutti i volumi ed i filmati che riguardano uno dei momenti più bui della storia dell’umanità . Oggi mi chiedo come è stato possibile che un popolo che ha fondato la sua storia sui Dieci Comandamenti, sull’amore e sul timore di Dio , si rende protagonista di una odiosa persecuzione ed annientamento non di un esercito nemico ma di civili, donne, bambini , anziani, ragazzi e ragazze che chiedono solo di vivere . Gli ebrei guidati da esaltati sionisti hanno distrutto Gaza , senza lasciare in piedi nulla, sinagoghe , ospedali , scuole , case, niente, ed il popolo palestinese è costretto a vivere nel terrore di essere sterminato, lasciato morire di fame, di sete, di stenti e di malattie . Quale Dio può benedire tutto questo ? Chi può giustificare un genocidio, chi può non piangere dinanzi al pianto disperato di una bimba che scuote la mamma che non può rispondere perché è stata uccisa da una bomba israeliana , senza aver commesso nessuna colpa? Oggi un frate libanese , commentando l’omicidio di un parroco che stava soccorrendo dei parrocchiani vittime di una bomba sganciata dall’esercito sionista ha detto in TV ad un giornalista : fermateli prima che la rabbia si trasformi in odio! Chi semina odio raccoglie tempesta, lo ha detto Dio.

    1. Lascio il suo commento, di cui si percepisce lo scoramento e il dolore sinceri, perché ritengo purtroppo che sia un esempio del pregiudizio, e, se mi permette, anche dell’ignoranza che dopo il 7 ottobre 2023 sembra guidare le valutazioni di una parte maggioritaria del nostro paese. Vede, sig. Maltese, le sue parole sono viziate all’origine, nel giudizio che dà di quel che è accaduto a Gaza. La parola Genocidio è stata utilizzata, e lo è ancora, senza cognizione di causa, senza conoscerne le basi giuridiche, senza valutare quel che è avvenuto davvero a Gaza (dove certo non contesto il numero a mio avviso drammatico e spropositato di vittime), ignorando completamente la natura e gli obiettivi di Hamas, o dell’Iran. Viviamo in tempi molto difficili, che purtroppo non sembrano essere terminati. Continuare a leggerli con le lenti unidirezionali che individuano la colpa solo da una parte, e non tengono conto di tutti gli attori, dei loro obiettivi, nonché delle sofferenze che non solo i palestinesi stanno subendo, può essere autoconsolatorio, ma temo non la aiuterà a comprendere cosa sta accadendo davvero in medio oriente.

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