Una sinistra per Israele, per la sua sicurezza e la pace, per 2 Stati

A Roma nel fine settimana si è svolto il congresso nazionale di Sinistra per Israele: vediamo com’è andata

 

qui e sotto: alcuni momenti del congresso

Sinistra per Israele, la storica associazione nata oltre 40 anni fa, ha certificato la sua nuova stagione, che ne ha rinnovato le cariche e aggiornato l’azione e il programma, svolgendo il congresso nazionale a Roma sabato 8 e domenica 9 febbraio.

L’associazione da sempre ha come obiettivo il raggiungimento di una soluzione condivisa e negoziata che ponga fine al conflitto che oppone buona parte del mondo mediorientale a Israele fin dalla fondazione dello stato ebraico e in particolare al conflitto Israelo-palestinese. Dopo l’attacco atroce di Hamas del 7 ottobre e la durissima guerra che ne è scaturita, Israele ha scontato un sostanziale isolamento internazionale, complice anche una narrazione del conflitto basata sulle notizie manipolate da Hamas e l’estremismo del governo Netanyahu, che riceve all’interno di Israele una ampia opposizione sociale.

Tra questi due estremi – la ferocia dell’odio antiebraico mostrato da Hamas con la complicità dell’Iran, e l’ondata di antisemitismo che ha approfittato del 7 ottobre per riversarsi nelle piazze e nelle università promuovendo il BDS – Sinistra per Israele ha dunque riavviato la sua attività un anno fa, con la pubblicazione di un manifesto che ha raccolto circa 2000 adesioni.

Da lì, in pochi mesi, il risultato è stato: la crescita degli iscritti certificati (circa 400), la costituzione di sei sezioni territoriali (Milano, Roma, Bologna, Firenze, Torino, Genova, cui si aggiunge l’adesione del partito socialista di San Marino), una newsletter che ogni mese viene letta da oltre 2000 persone e uno strumento, il Laboratorio Rabin, concentrato sulla organizzazione di eventi culturali su Israele, il sionismo e la lotta all’antisemitismo.

Anche una rappresentanza dell’
Hashomer Hatzair, l’organizzazione giovanile ebraica che si ispira al socialismo sionista, ha portato i saluti al congresso

Di tutto questo e di altro si è parlato al congresso. Dopo la relazione introduttiva di Piero Fassino e l’approvazione del nuovo Statuto, sabato sera il dibattito tra gli iscritti – quasi 50 gli interventi nei due giorni – ha spaziato dalla lotta all’antisemitismo alla necessità del dialogo e del confronto nelle università, all’azione da svolgere presso i partiti e le associazioni che operano a sinistra, dove ignoranza storica e pregiudizi non sono assenti, e dove la condanna dell’antisemitismo non è pronunciata sempre con la forza dovuta.

Nella giornata di domenica si è poi registrato un momento di grande rilevanza politica. Per la prima volta in Italia dal 7 ottobre 2023,  hanno avuto modo di confrontarsi, sia pure a distanza, un rappresentante dell’ANP – Bernard Sabella, rappresentante dell’Autorità nazionale palestinese presso il Consiglio d’Europa – e il leader della sinistra israeliana, Yair Golan. Sabella ha indicato la priorità attuale nel superamento del trauma subito da palestinesi e israeliani, e nella necessità di consentire all’ANP la gestione di Gaza, mentre Golan ha spiegato come per Israele la pace sarà possibile solo dopo che verrà garantita la piena sicurezza dei propri confini e della propria popolazione.

Yair Golan è intervenuto in collegamento

Ai due interventi si sono sommati quelli di Abraham De Wolf, esponente dell’associazione degli ebrei aderenti alla Spd tedesca, Joan Pierce, deputato laburista inglese degli Amici di Israele, e Daniel Cohn Bendit, intellettuale francese e già europarlamentare.

Tra i presenti anche Noemi Di Segni e Stefano Parisi. Tra i messaggi di augurio arrivati, quello dell’ambasciatore d’Israele, Jonathan Peled.

Il congresso si è chiuso con l’approvazione delle tesi, che hanno indicato la linea di azione su cui sinistra per Israele si muoverà; e con la votazione all’unanimità di Emanuele Fiano come presidente. Fiano sarà sostenuto da un comitato direttivo espressione delle varie realtà territoriali.

Noemi Di Segni e Emanuele Fiano

L’impegno di Sinistra per Israele per una pace che assicuri sicurezza a Israele e uno Stato ai palestinesi si è infine espresso anche con la scelta di modificare il nome dell’associazione, che da oggi sarà: “Sinistra per Israele – due popoli per due Stati”.

Ascolta la seconda giornata del congresso

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