Il progetto Lager-reise presentato a Roma
Il 2 di febbraio, a Roma, nella splendida sede di Palazzo Blumenstihl, si è tenuta la presentazione del progetto Lager-Reise – di cui lo stesso istituto è uno dei partecipanti e autori.

È un progetto diretto anzitutto al pubblico italiano (anche se ne prevediamo, speriamo presto, una versione in inglese), che cerca di raccontare, attraverso brevi testi e immagini, un viaggio disperato – privo di qualsiasi prospettiva di consolazione – nei luoghi dello sterminio. Lo sguardo è quello del viaggiatore che osservando non può né vuole appropriarsi della tragedia, ma accetta il peso della sua parte di coinvolgimento, di responsabilità.
Il percorso non segue la cronologia della costruzione del Lager, ma si ispira alle linee ferroviarie che un tempo collegavano le grandi città (Varsavia, Cracovia, Lublino e altre) ai luoghi di sterminio, oltre che ai percorsi concreti compiuti dalle autrici: Treblinka, Sobibór, Bełżec, Majdanek, Chełmno,
Auschwitz.
La mappatura dei siti degli ex campi di sterminio nazisti tedeschi (Vernichtungslager) ci permette di capire come la cultura risponda al fallimento e al collasso radicale della cultura stessa (cioè la Shoah), e come l’arte e l’architettura (compresa l’architettura del paesaggio) riescano ‒ o non riescano ‒,
a confrontarsi con il Nulla antropico (das Nichts) prodotto dai non ebrei a partire dagli ebrei.
l progetto, come si è già specificato, è diretto, in primo luogo, al pubblico italiano – alle scuole, alle Università, ai singoli interessati ‒ e nasce da esigenze molto semplici: mostrare a un pubblico che ne è generalmente ignaro i luoghi dello sterminio in Polonia, la loro situazione attuale e i progetti artistici, architettonici, educativi che vi vengono realizzati. Al tempo stesso, si desidera combattere la visione “Auschwitz-centrica”, imperante se non altro nel nostro paese, che appiattisce e deforma la percezione dello sterminio ebraico, ovvero l’evento che, almeno finora, era considerato il centro oscuro della storia dell’intero Occidente, il momento fondativo della nuova Europa. Non casualmente il nostro viaggio, sia quello concreto da noi compiuto, che quello documentato nel sito, menziona Auschwitz come ultima tappa, e non come quella iniziale.
Vale qui infatti la pena rammentare che in tutta l’Europa occupata dai nazisti erano innumerevoli i campi di concentramento, di cui alcuni anche in Italia – ma solo sei i campi di sterminio, tutti collocati all’interno delle attuali frontiere polacche.
Come dall’immagine della home-page, il sito è suddiviso in quattro macro-sezioni: Il Progetto, I Campi, Lo Stato dei Luoghi, Approfondimenti. In ognuno di essi si trovano brevi testi informativi o di analisi. Molti di essi sono opera delle curatrici, ma anche delle varie persone ed enti che collaborano, o di autori di singoli studi: come uno della scrittrice e saggista Bożena Keff sull’antisemitismo, o Polonizing Treblinka dello storico Jan Grabowski. Più ampia possibile è la documentazione fotografica, composta da foto di archivio e attuali, opera anzitutto di Elena Pirazozli e di Elżbieta Janicka, come quelle qui riportate, o fornite dagli enti museali dei vari musei-memoriali.
Lager-Reise è immaginato come un’’opera aperta’, alla quale, anche una volta terminata la fase inziale di costruzione, che si chiuderà a giorni, sia possibile continuare ad aggiungere
documentazione e materiali. Il suo indirizzo – a cui invitiamo tutti ad accedere e a diffondere – è https://www.lager-reise.it/
Nel 20043, la grande storica dell’arte polacca, esule in Inghilterra, Halina Taborska, scriveva:
L’Olocausto oggi è un argomento molto popolare. Tra vent’anni probabilmente non sarà più così. Il genocidio degli ebrei europei è ancora il più grande monito per l’umanità contro la propria follia e crudeltà. Tra vent’anni potrebbe essere solo un cratere, lasciato da una città di milioni di abitanti distrutta da un attacco nucleare. Ciò non dovrebbe tuttavia diminuire la nostra necessità e il nostro dovere di preservare e commemorare i luoghi della Shoah. Ora più che mai sono necessari progetti artistici di grande impatto e materiali durevoli, che non vengano rimossi dal paesaggio polacco e che servano alla memoria delle vittime della Shoah e alla memoria collettiva dell’umanità.
Lager-Reise, nei suoi limiti, aspira a essere “un progetto durevole”. Facciamo conto su tutti gli interessati perché lo sia.
Leggi tutto il numero di febbraio: Riflessi febbraio 2026 (2)
